Non sempre correre

Il discernimento è faticoso ma indispensabile per vivere. Richiede che io mi conosca, che sappia cosa è bene per me qui e ora. Richiede soprattutto un rapporto filiale con Dio. Dio è Padre e non ci lascia soli, è sempre disposto a consigliarci, a incoraggiarci, ad accoglierci. Ma non impone mai il suo volere. Perché? Perché vuole essere amato e non temuto. E anche Dio ci vuole figli non schiavi: figli liberi. E l'amore si può vivere solo nella libertà. Per imparare a vivere si deve imparare ad amare, e per questo è necessario discernere: cosa posso fare adesso, davanti a questa alternativa? Che sia un segnale di più amore, di più maturità nell'amore.
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mt 13,47-53)
In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».
Terminate queste parabole, Gesù partì di là.
Mi lascio ispirare
Non sempre correre, scappare, o inseguire.
Non sempre trovarsi l’agenda o il cuore pieni oltre l’orlo,
travolti dalle cose o dal fare cose.
Per ogni discepolo è possibile e buono
prendersi il tempo per sedersi.
Quando il cuore può provare a vedere meglio,
a rileggere quello che si agitava:
ciò che si muoveva graffiando o accarezzando sulla superficie,
ciò che sta succedendo in profondità.
Nel pescare vien su un po’ di tutto.
E va bene così.
La rete è piena di pesci, ma non tutti i pesci sono buoni.
Mangiare i cattivi non ci farebbe bene.
Possiamo scegliere di non friggere tutto insieme.
Possiamo dire dei “no” a quello che non vale, a quello che non aiuta.
Possiamo buttare via.
Il maestro delle parabole ci incoraggia a diventare sempre più
custodi della casa del nostro cuore,
ordinati padroni della nostra vita.
Possiamo crescere nel riconoscere il tesoro di oggi,
magari gustando, sapienti riflessi,
come il dono più fresco illumina e richiama il tanto bene già ricevuto.
Possiamo aiutarci gli uni gli altri a capire meglio in caso di dubbio
ché alcuni pesci non si capisce bene o subito cosa sono.
E possiamo gustare ancora
quanto l’avventura del discernimento
è sempre un’esperienza relazionale
come gli angeli
sempre in relazione con il loro Signore,
creatore e amico.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Quali relazioni, luoghi, strumenti mi aiutano per fermarmi a rileggere la mia vita?
Che cosa sto gustando in questo mio presente? Quale perla preziosa sto ricevendo oggi?
Alla luce del bene ricevuto, che cosa è opportuno buttare via? A quali cose sento di poter dire «no»?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.