Passaggi

La fotografia, gli scatti in bianco e nero, tra luce e buio, rappresentano la metafora dell'alternanza tra disperazione e speranza, a cui è soggetta l'umanità per l'eternità.
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mt 8, 28-34)
In quel tempo, giunto Gesù all'altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli andarono incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva passare per quella strada. Ed ecco, si misero a gridare: «Che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?».
A qualche distanza da loro c'era una numerosa mandria di porci al pascolo; e i demòni lo scongiuravano dicendo: «Se ci scacci, mandaci nella mandria dei porci». Egli disse loro: «Andate!». Ed essi uscirono, ed entrarono nei porci: ed ecco, tutta la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare e morirono nelle acque.
I mandriani allora fuggirono e, entrati in città, raccontarono ogni cosa e anche il fatto degli indemoniati. Tutta la città allora uscì incontro a Gesù: quando lo videro, lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio.
Mi lascio ispirare
Un male che blocca la strada a tutto e tutti. Forse ci sono ci sono zone della mia vita che sono diventate inaccessibili, strade che non permetto di percorrere né a me né ad altre persone. Come per i due uomini fra i sepolcri, sono parti di me più sepolte, rimosse e abbandonate, magari per qualche dolore, rabbia, paura o vergogna. Nella speranza che sparissero da sole, sono rimaste lì, si sono trasformate, trasferite, ma non eliminate. Sabotano la vita e, quando qualcosa o qualcuno prova a smuoverle, reagiscono, non vogliono essere guarite o integrate.
Con il giusto aiuto posso liberarle, ma non sempre a costo zero, anzi: a volte mi sembra di non potermi permettere di perdere quel gregge. Questa dinamica è un elemento fondamentale per comprendere la reazione della folla. Davanti a un uomo che restituisce dignità a chi era considerato perduto, la folla non festeggia: ha paura. Quantificare il peso di ciò che perderei è più facile e immediato rispetto a quantificare il valore che può avere un nuovo orizzonte di libertà, che appare più attraente e imprevedibilmente sorprendente.
Gesù accetta di essere rifiutato: non forza, non insiste, se ne va. Guarda comprendendo che si possa non essere pronti. Nemmeno Dio può guarirmi se non sono pronto o non voglio affrontare la mia libertà. Il suo non è un addio, ma un ti aspetto, come a farmi notare che la mia libertà vale più di qualsiasi miracolo, anche più del suo. Imparo tanto dal suo esempio per le mie relazioni e per la ricerca di una vita piena. A cominciare dal prestare ascolto quando incontro la disperazione, il disagio, la rabbia, l’emarginazione, sia degli altri che la mia, nella grazia di vivere con amore anche l’attesa della liberazione, permettendo sempre che in me possa avvenire il cambiamento.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
A quali "sepolcri" sto impedendo alla vita di accedere?
Quali sono sono "i greggi" che sento di non poter sacrificare?
In quali ambiti vorrei sentire un orizzonte di liberazione?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.