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Sotto lo sguardo di Dio

commento di Mc 12, 38-44, a cura di Get up and Walk

Cristo Pantocratore, icona del Sinai, monastero di Santa Caterina

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. È tempo di morire.

dal film Blade Runner di Ridley Scott

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mc 12, 38-44)

In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».

Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.

Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».


Mi lascio ispirare

Se anche i momenti straordinari sono minacciati dall’ombra dell’oblio, quanto più gli atti quotidiani corrono il rischio dell’irrilevanza? Che cosa sarà delle piccole attenzioni, dei sorrisi, delle carezze, delle parole trattenute, degli ascolti faticosi, delle vicinanze nei momenti difficili, gesti umani di impegno e dedizione? Saranno come lacrime nella pioggia? Con tranquilla fiducia noi sappiamo già ora che così non è. Ciò che salva dall’insignificanza, infatti, è lo sguardo d’amore che riceviamo, perché l’amore rende eterna la vita.

Oggi ci viene raccontato il moto straordinario di una donna che getta una piccola moneta nella cassa delle offerte, pochissimo agli occhi del mondo, ma in realtà è tutta la sua vita ad essere contenuta nello spicciolo. Davanti a quel gesto il Signore chiama a sé i discepoli. Sembra quasi di vedere l’affetto di Gesù, la sua commozione: “Venite, venite a vedere!!!”.

Vangelo è lo sguardo del Signore, Vangelo è la sua emozione, Vangelo è il gesto di questa donna: non visto dalle persone che le erano vicine, ha attraversato il tempo e ora si staglia davanti a noi. Come cambia di temperatura affettiva la vita che si sa sotto lo sguardo di Dio che si emoziona quando vede l’amore che a tutti gli altri sfugge?

Get up and Walk


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Qual è lo sguardo che sento più importante sulla mia vita? Di chi è? Che caratteristiche ha?

Nella preghiera in che modo do spazio allo sguardo che Gesù ha su di me? E durante la giornata, come mi aiuto a porre ciò che compio sotto il suo sguardo?

Come mi nutrono questi sguardi?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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