Passa al contenuto principale

Vademecum: va’, vieni con me!

commento di Mc 12,28b-34, a cura di Verena M.

Foto di Dylan McLeod su Unsplash

Usi il segno della croce, usi il segno della croce male:
lo usi per legare quello che per te è immorale,
soffocare parole distratte, leggere come capriole.
Usa il segno della croce, usa il segno della croce bene:
prima di tuffarti, mai per punirti; prima di lanciarti e disintossicarti.

E, te lo devo dire, si dice: “Ti amo da impazzire”, “Ti amo da morire”;
e invece fa star bene: ti amo da star bene!

Renzo Rubino, Il segno della croce

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mc 12,28b-34)

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».

Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».

Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».

Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio».

E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.


Mi lascio ispirare

Ascolta, riconosci il tuo Dio, ama. E poi ama ancora, più da vicino. Ecco cosa ti è richiesto. 

Ti serve aprirti all’ascolto, per accogliere ogni incontro come una benedizione – e per avere l’orecchio pronto a sentire il tuo nome quando stanno chiamando proprio te perché serve qualcuno fatto esattamente e unicamente come te. 

Ti serve non dimenticare chi è il tuo Dio, non scordare chi è al centro della tua esistenza, non lasciare che fugga dal cuore la causa e insieme lo scopo della tua esistenza; ti serve ricordare – portare nel cuore, proprio al centro di te – qual è il motore della tua vita. Ti serve averne coscienza in ogni fibra del tuo essere.

Con le orecchie aperte e Dio al centro del cuore, poi, sei chiamato non solo a venerarla, questa divinità, ma ad adorarla – ad avvicinarla alla tua bocca e al tuo cuore per poterla amare nella sua paradossale e scandalosa vicinanza.

Con le orecchie aperte, Dio al centro del cuore e un amore acceso per il Signore, infine, non puoi che essere pronto alla missione più grande: amare l’altro. Amare chi ti è accanto nella sua piccolezza, con la tua piccolezza. E, pur nel timore che questo comandamento sia troppo grande, troppo pesante per le tue spalle, non dimenticare che la fonte dell’amore abita il centro del tuo cuore e persisti. Persisti nell’amore, resisti per l’amore: il Regno è lì.

Verena M.


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Cosa ti senti chiamato ad ascoltare?

Cosa ami del tuo Dio?

Chi è il prossimo pronto al tuo amore, oggi?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

TAG | | | |