Tagliare corto

Sogno qualcosa di buono
che mi illumini il mondo,
buono come te...
Che ho bisogno di qualcosa di vero
che illumini il cielo,
proprio come te!
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mc 11,27-33)
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre egli camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l'autorità di farle?».
Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi».
Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: "Dal cielo", risponderà: "Perché allora non gli avete creduto?". Diciamo dunque: "Dagli uomini"?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo».
E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».
Mi lascio ispirare
Indigna. Non soltanto la libertà che si prende a presentarsi ancora al tempio. Non solo la disinvoltura con cui esce e rientra nella città del grande re, come se fosse casa sua.
Abbiamo da poco incontrato un Gesù davvero scomodo. In quello che dicono molti osannando il suo ingresso a Gerusalemme in groppa a un puledro. In quello che ha detto intorno al fico (e quello che può rappresentare), in quello che ha fatto ribaltando gli affari ai cambiamonete e ai venditori, scacciandoli dalla casa di preghiera trasformata in un covo di ladri. Alcuni hanno già deciso che uno così va semplicemente fatto fuori. Altri provano a parlargli.
Questi anziani, questi capi hanno visto bene. Gesù è diverso da loro, ed è diverso dagli altri. Non ha paura di fare o di dire qualcosa di molto diverso da quello che tutti si aspettano. Ha coraggio di ribaltare il banco e poi camminare tranquillo con i suoi fratelli. Risponde ad un’altra logica, ad un’altra autorità. Parlava di Padre.
Che peccato iniziare un confronto con il cuore diviso! Gesù li invita ad entrare nella sua logica nuova, intera. È la semplicità di chi osa schierarsi, metterci la faccia, mettersi a confronto con quello che succede, con il volto dell’altro. Gesù smaschera con la sua parola la finzione di questo dialogo. Senz’altro la diplomazia e la prudenza sono ottime in certi casi, ma non sono le uniche coordinate per vivere, per crescere, per servire Dio e gli uomini. Perché si può essere tutti nel cielo e tutti per gli altri, o almeno provarci per davvero, come aveva sperimentato anche Giovanni.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Come vivo la scomodità di Gesù? Cos'è che colgo come problematico o assurdo in quello che lui dice o fa?
Quali sono i criteri o le autorità che pesano nel mio modo di pensare, di comportarmi e di parlare?
Quando ho sperimentato la semplicità del tagliare corto, prendermi la libertà di non stare al gioco della manipolazione, smettendo di alimentare dialoghi falsi che non cercano la verità?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.