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Essere guidati

commento di Gv 16,12-15, a cura di Vanessa D'Urbano

Ogni essere umano, nel corso della propria esistenza, può adottare due atteggiamenti: costruire o piantare. I costruttori possono passare anni impegnati nel loro compito, ma presto o tardi concludono quello che stavano facendo. Allora si fermano, e restano lì, limitati dalle loro stesse pareti. Quando la costruzione è finita, la vita perde di significato. Quelli che piantano soffrono con le tempeste e le stagioni, raramente riposano. Ma, al contrario di un edificio, il giardino non cessa mai di crescere. Esso richiede l'attenzione del giardiniere, ma, nello stesso tempo, gli permette di vivere come in una grande avventura. I giardinieri sapranno sempre riconoscersi l'un l'altro, perché nella storia di ogni pianta c'è la crescita della Terra intera.

Paulo Coelho, Brida

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Gv 16,12-15)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.

Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.

Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».


Mi lascio ispirare

Gesù con delicatezza oggi apre ai suoi discepoli uno spazio interiore: riconosce il loro limite, la loro fatica a sostenere il peso di una verità ancora troppo grande per loro. Non è un rimprovero, ma un gesto di profonda cura. Lo stesso gesto che egli rivolge a ciascuno di noi. Gesù non forza i tempi dell’anima: rispetta il ritmo con cui ciascuno di noi ha per essere pronti ad accogliere, comprendere, amare.

Dio non invade le nostre quotidianità, al contrario le accompagna e ci insegna che lo stare con lui è un momento fatto anche di attese, di gradualità, di luce che arriva secondo i suoi tempi e non i nostri. Di fronte alla confusione o sensazione di incompletezza che talvolta sperimentiamo ecco che Gesù ci dice proprio questo: non tutto deve essere chiaro subito. Il Signore viene a prenderci per mano dentro la nostra concreta capacità di comprendere.

È in questo contesto che emerge la promessa dello Spirito, del Paraclito: non qualcosa di astratto o immaginario, ma una verità che si rivela come cammino guidato, come un discernimento. Lo Spirito vi guiderà: non è un’informazione che ci viene consegnata tutta in una volta, ma una relazione viva che ci orienta passo dopo passo.

Chiediamo al Signore di aiutarci a riconoscere dove lo Spirito già ci sta guidando, magari in modo nascosto, nelle piccole scelte quotidiane, nelle mozioni interiori di pace o inquietudine.

Vanessa D'Urbano


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quali sono oggi i limiti che sto sperimentando come pesi e che desidero affidare al Signore con fiducia?

Quali segni concreti della guida dello Spirito riconosco nella mia quotidianità?

Come posso crescere in una relazione più viva con lo Spirito?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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