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Amare Gesù

commento di Gv 14, 15-21, a cura di Ilaria Zipponi

Foto di Ilaria Zipponi

E nel mondo tutti io guarderò tanto che poi gli occhi mi faranno male [...] E amerò in modo che il mio cuore mi farà tanto male che, male che come il sole all'improvviso scoppierà, scoppierà.

Zucchero Fornaciari, Come il sole all'improvviso

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Gv 14, 15-21)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.

Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.

Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui».


Mi lascio ispirare

Amare, ed in particolare amare Gesù: è questa la chiave. La chiave per rimanere per sempre con il Paràclito, per conoscere e ricevere lo Spirito della verità, per essere amati dal Padre, per vedere Gesù e continuare a vederlo anche oltre la morte, per vivere. Per vivere non solo dopo la morte, ma anche dentro le molte “morti” delle nostre vite: ferite non rimarginate, fatiche che appesantiscono il cuore e rendono difficile l’incontro con l’altro, relazioni segnate da conflitti, incomprensioni, invidie, gelosie, chiusure e paure. È proprio lì che questa promessa prende forma.

Gesù infatti ci rassicura: anche se se ne andrà, non ci lascerà orfani. Non ci lascerà soli. Rimarrà con noi, in un modo nuovo e più profondo. E noi potremo saperlo, potremo sentirlo intimamente: potremo essere in lui, e attraverso di lui, nel Padre. Una presenza che non viene meno, ma si fa interiore, viva, stabile, e che ci avvicina al Padre.

Gesù ci dice che per vivere tutto questo basta amarlo. E ci indica anche la strada concreta per farlo: accogliere e osservare i suoi comandamenti. Questo significa amarlo. Vuol dire conoscere, cercare di capire e applicare il suo modo di amare, quello che lui per primo ha messo in pratica. Diffondere il suo modo di amare, scegliere il bene nonostante le fatiche e le paure, avere i suoi stessi occhi verso il prossimo, usare il suo linguaggio, donarsi fino a scomparire: questo è amare Gesù. In questo amore, la sua promessa si compie e non restiamo soli – ma rimaniamo in lui e lui in noi.

Ilaria Zipponi


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quali “morti” abitano la mia vita in questo periodo?

In quali modi ed in quali luoghi sento la presenza di Gesù nella mia quotidianità?

In quali gesti quotidiano sento di stare anche amando Gesù?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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