
Foto di Gabriele Bernabini, matrimonio in un frutteto (Milano) -
Hai commesso il crimine peggiore: hai sciupato la tua vita.
dal film Papillon (1973)
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mt 26,14-25)
In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù. Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città, da un tale, e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua. Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».
Mi lascio ispirare
Oggi veniamo posti davanti all’intreccio di diverse mozioni: gli interessi politici dei capi dei sacerdoti, lo spirito di servizio dei discepoli, Giuda e i suoi tornaconti, Gesù che va incontro alla sua fine consapevolmente. Questo tradimento cercato e costruito mi amareggia, eppure Lui sembra capace di accettarlo, come se vedesse dei motivi guardando oltre l’atto in sé.
Trenta denari: il prezzo di una persona, dell’intimità di un cammino condiviso. Quell’uno di voi arriva subito in profondità, riportandomi a quando contraddico i miei desideri più belli per un po’ di approvazione, per la paura di restare solo o per il bisogno di controllo. Ripenso alle occasioni nelle quali nasce delusione nei confronti di una persona che non ha risposto alle mie aspettative o che le posso provocare quando cambio ai suoi occhi. Sento il peso di fedeltà disattese quando non mantengo uno dei tanti buoni propositi o mi ostino a onorare impegni presi da un me del passato che ora non sono più. Mi accorgo che il confine oggettivo tra l’essere tradito o sentirmi tale o il tradire è sfumato: pur volendo bene a Gesù, cerco di salvarmi da solo puntando sul cavallo vincente.
È proprio a quella cena, mentre mi sento sbagliato, che Gesù mi fa capire che non riesco a nascondergli nulla: almeno a Lui posso raccontare tutto. Non mi esclude dalla tavola e mi mostra il vero peccato: credere che il mio sbaglio sia più grande del perdono possibile. Non mi tratta come il più grande ipocrita della storia, perché vendendolo, in fondo, ho tradito prima di tutto me stesso perché non mi sono lasciato amare. Mi fa riconoscere questa dinamica lasciandomi protagonista nel gestirla, senza chiedersi se lo merito: mi vuole bene e basta. Persino nel sentirmi tradito sono chiamato unicamente ad amare di più, a rispondere e a rispondermi: vieni, c’è ancora un posto apparecchiato per te.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Cosa rappresentano per me quei trenta denari?
Cosa in passato mi ha spinto a tradire qualcosa di me o di qualcun altro?
Cosa rischio di tradire di me o di qualcun altro, oggi?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
1
Aprile
2026
Dove inizia la fine
commento di Mt 26,14-25, a cura di Gabriele Bernabini