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Tutti dèi

commento di Gv 10,31-42, a cura di Pietre vive

Kýlix laconica con Prometeo e Atlante, Pittore di Arkesilas, VI secolo a.C.

Infatti, questo è il motivo per cui il Verbo si è fatto uomo, e il Figlio di Dio, Figlio dell’uomo: perché l’uomo, entrando in comunione con il Verbo e ricevendo così la filiazione divina, diventasse figlio di Dio

Sant’Ireneo di Lione, Adversus haereses

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Gv 10,31-42)

In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».

Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.

Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.


Mi lascio ispirare

È la festa della dedicazione, la festa che celebra la luce di Dio che resiste quando tutto sembra perduto. Gesù passeggia nel tempio; alcuni si avvicinano e gli chiedono chi egli sia veramente. Poi, dopo averlo ascoltato, raccolgono pietre per lapidarlo.

Gesù chiede: «Perché questa violenza? Ho fatto qualcosa che non sia buono? Vi ho mostrato molte opere belle da parte del Padre». E infatti nessuno giudica malvagie le sue opere: vedono che le sue opere sono buone. Eppure questo non basta, perché non possono accettare che Gesù, un uomo, dica di essere Dio, di essere uno con Dio; non possono accettare che esprima con queste parole l’indicibile della sua relazione con il Padre.

Avendoli ascoltati, Gesù cita un salmo sorprendente, dice: «siete anche voi figli di Dio, tutti come dèi!». Nel salmo si profetizza che tutti gli uomini sono chiamati a diventare Dio, ossia partecipi della natura divina. Quindi, non solo contemplatori di Dio e della sua distanza da noi, ma chiamati a contemplare che la distanza viene accorciata, che diventiamo noi stessi figli del Padre, quando conosciamo la sua tenerezza, il suo farsi vicino, la sua mitezza, il suo saper attendere e il suo proteggere. Il padre ci fa eredi della vita eterna, del suo Spirito, della Sapienza e perfino delle arti e della tecnica.

Il sogno di Prometeo, la “sua giustizia”, che il mito leggeva come la vera giustizia contro il triste e “ingiusto” disinteresse degli dèi nei confronti degli uomini, si compie in Gesù e in noi, suoi fratelli.

Valentina Cammarota

Pietre vive


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quali sono le opere belle che Gesù mi ha mostrato, e quali sono le opere belle che mi ha permesso di vivere o compiere?

La mia fede si sostiene su queste opere belle che ho visto? Riesco a ricordarle?

Nella preghiera riesco a contemplare Gesù come mio fratello e compagno?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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