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E poi, più in alto e ancora su, fino a sfiorare Dio…
Renato Zero. Più su
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Gv 8,51-59)
In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono». Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.
Mi lascio ispirare
Pare che Gesù nei Vangeli abbia posto circa 200 domande agli altri. Una di queste era «Chi dice la gente che io sia? E voi chi dite che io sia?»: domanda fondamentale sulla sua identità. Ora, invece, tale domanda non è posta da lui a loro, ma dai giudei a lui, a mo’ di scherno: «chi credi di essere?».
Sull’identità sua tutto si gioca. Nella vita molto dipende da come si legge e interpreta se stessi. Occorre capire come ci autoconcepiamo, perché anche da questo dipende il nostro esistere, rapportarci, camminare…
Ebbene: Gesù risponde dando una risposta chiara e forte.
Non è uno che cerca la propria gloria. È un’indicazione gravida di conseguenze. Viviamo in un mondo che da sempre è pieno di gente che cerca se stessa, che non vuole essere dimenticata, che vorrebbe restare giovane in eterno, che ha bisogno di dimostrare qualcosa a sé ed agli altri per dire: “ho il diritto di esistere e me lo sono guadagnato, sì, davvero …io sono!”. E io sono, ora per la mia intelligenza, ora per le mie forme, ora per la mia abilità; in ogni caso la ricerca di sé è prassi quotidiana. Ma per Gesù non è così.
Altra indicazione da lui offerta: lui conosce il Padre suo e ne osserva la parola. La differenza fra lui e i giudei sta nel fatto che lui sa di venire dal Padre suo e ciò è la verità, mentre loro pensano di venire da Dio e da Abramo, ma ciò non è la verità, perché il loro modo di vivere menzognero ed autocentrato smentisce questa provenienza. Venire da Dio è rapportarsi significativamente al Padre ed osservarne la parola, che sprona alla ricerca dei cuori umani, duri o disponibili che siano.
E, infine, dice di sé di essere prima di Abramo. «Io Sono» va scritto con le maiuscole! Già… Gesù non sta al Padre suo come un panino al panettiere, ma come i raggi del sole al sole. Non i primi senza il secondo! Cristo non è un prodotto soggetto a deperibilità, evanescenza e mercificazione, ma è della stessa qualità amorevole del Padre suo. Eppure questo inquieta la gente. E dunque quelle pietre che Gesù aveva fatto cadere toccando le coscienze, poco prima davanti all’adultera, sono di nuovo nelle mani dei Giudei, ma questa volta sono destinate a lui…
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
In quali occasioni ti capita di cercare la tua gloria? Perché?
Quando senti il bisogno di dimostrare il tuo diritto di esistere?
Il Signore Gesù può abilitarti a lasciarti amare, senza bisogno di dimostrare niente a nessuno?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
26
Marzo
2026
Questione di domande…
commento di Gv 8,51-59, a cura di Piero Lamazza SJ