
Foto di Branislav Rodman su Unsplash -
Vidi la mia vita diramarsi davanti a me come il verde albero di fico del racconto. [...] Dalla punta di ogni ramo, come un grosso fico maturo e viola, faceva capolino e ammiccava un futuro meraviglioso. Un fico era un marito e una casa felice e dei figli, un altro fico era una poetessa famosa, un altro ancora era una brillante professoressa... Vidi me stessa seduta alla biforcazione di questo albero di fico, a morire di fame, solo perché non riuscivo a decidere quale dei fichi avrei scelto. Li volevo tutti quanti, ma sceglierne uno significava rinunciare per sempre a tutti gli altri, e mentre me ne stavo lì, incapace di decidere, i fichi incominciarono ad avvizzire e annerire, finché, uno dopo l’altro, si spiaccicarono a terra ai miei piedi.
Sylvia Plath, La campana di vetro
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mt 23,1-12)
In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo. Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».
Mi lascio ispirare
A volte sembra che ci siano troppi “devi” che ci affollano la mente e il cuore, e che ci fanno sembrare impossibile arrivare a essere i modelli cristiani che vorremmo. Scrupoli su decisioni piccole che ci fanno rimuginare tantissimo e che ci spingono solo a stare fermi.
Ma il vero discepolo sa che Gesù non vuole che siamo perfetti, o che vediamo la santità come un avanzamento di carriera. Se il fardello è pesante, è perché lo stiamo portando da soli, senza chiedere il suo aiuto o quello dei fratelli. Inoltre, è dal discernimento in preghiera che dovrebbero essere vagliati i nostri desideri di fare del bene: per evitare che vengano distorti dal nemico, che seguano le logiche cangianti della morale strettamente attuale, che siano solo un modo per farci belli.
Una volta confermato che il nostro desiderio ci riempie della consolazione del Padre, e quindi di serenità, ecco allora che i nostri indugi vanno spezzati, che l’errore non deve essere temuto e che il viaggio per arrivare a quell’obiettivo va considerato importante quanto l’obiettivo stesso. Tutte le altre missioni che potremmo intraprendere vanno messe da parte, affinché non intralcino quella che il Lui ci ha messo davanti (pro-messo). E solo così diventeremo grandi, in Cristo.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Su quale grande decisione stai rimuginando da molto tempo? Come preghi al riguardo?
In quale occasione troppi doveri ti hanno impedito di fare quel poco di bene che potevi?
Quanto sei propenso/a a chiedere aiuto ai fratelli e alla preghiera?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
3
Marzo
2026
Il giusto fardello
commento di Mt 23,1-12, a cura di Gloria Ruvolo