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Sii paziente verso tutto ciò
che è irrisolto nel tuo cuore e…
cerca di amare le domande, che sono simili a
stanze chiuse a chiave e a libri scritti
in una lingua straniera.
Non cercare ora le risposte che possono esserti date
poiché non saresti capace di convivere con esse.
E il punto è vivere ogni cosa. Vivere le domande ora.
Forse ti sarà dato, senza che tu te ne accorga,
di vivere fino al lontano
giorno in cui avrai la risposta.
R. M. Rilke, Lettere a un giovane poeta
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mt 7,7-12)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono! Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».
Mi lascio ispirare
Mi metto di fronte a Gesù e lo ascolto con attenzione mentre spiega come ottenere qualcosa. Mi sembra di aver capito tutto, ma, come spesso capita, l’invito di Gesù capovolge totalmente le mie idee preconcette.
Se desidero qualcosa che manca o che possa dare un significato autentico alla vita perché non chiederlo nel momento adatto, proprio nella preghiera? Qui vengo ancor più incoraggiato a discernere e mettere in chiaro il desiderio e pronunciarne il nome gli dà forza.
Il primo passo, sembra facile, è capire quale sia la vera domanda. Poi l’invito è di cercare, bussare, accettare le porte chiuse e quelle che si aprono, e, infine, trovare quel qualcosa che alimenta altre domande.
Come nella preghiera espongo la mia domanda al Signore, da figlio a Padre, con la stessa cura sono invitato ad aiutare chi ha bisogno. In ogni necessità, la più semplice e umile, c’è un riflesso di paternità che invita ad andare incontro al prossimo: nel rapporto tra padre e figlio fiorisce qualcosa d’inaspettato grazie alla capacità di chiedere e donare.
La grazia è poter continuare a porre domande che fanno fiorire la vita e accogliere, con lo stesso spirito paterno, l’aiuto richiesto dal prossimo. È nella domanda stessa che si consolida, come nell’amicizia più autentica, il rapporto con Gesù e il desiderio di affidarsi a Lui per avere la forza di cercare, bussare e aiutare.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Quale domanda ho visto maturare e fatico a trattenere?
In questo inizio di Quaresima in quale luogo mi sento chiamato a esser d’aiuto?
Quale domanda mi incoraggia a cercare con il rischio di bussare a diverse porte?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
26
Febbraio
2026
Saper chiedere, voler bussare
commento di Mt 7,7-12, a cura di Marco Passalacqua