
Foto di Liana S su Unsplash -
Non mi sottrarrò a questa vita. Continuerò ad agire e a tentare di sviluppare tutti i doni che ho, se li ho. Di tanto in tanto, però, dammi un segno. E fa’ in modo che esca da me un po’ di musica, fa’ in modo che trovi una forma ciò che è in me
Etty Hillesum
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Lc 11,29-32)
In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione. Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».
Mi lascio ispirare
Sono molto forti queste parole che oggi sentiamo pronunciare da Gesù nei confronti della sua gente, una generazione che cerca segni e prove tangibili dell’esistenza di Dio e della sua operosità nella vita quotidiana degli uomini. Un Dio che si vuole “tenere nel taschino” per usufruirne quando e nel modo in cui meglio si crede: un’immagine di Dio al servizio dell’uomo per ciò che da solo non riesce a fare e a cui rivolgersi quando si fa esperienza dell’impossibile.
Gesù, invece, invita a riflettere sull’immagine di Dio che ciascuno porta con sé: il Dio che egli annuncia non è componibile secondo le necessità umane, ma un Dio che desidera vivere con ogni essere umano un rapporto autentico di amore, consegnando tutto se stesso all’uomo.
Per questo motivo Gesù invita a soffermarsi sulla Parola che egli pronuncia, perché è attraverso quella, che addirittura per mezzo di Salomone ha attirato genti lontane come la regina del Sud, che egli parla al cuore di ognuno di noi, invitandoci ad alzare lo sguardo verso un Padre amorevole che ha cura di noi. Sarà così che ognuno avrà la possibilità di percepire, attraverso piccoli segni, la presenza di Dio nella vita di tutti i giorni.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
In quali situazioni/relazioni/ambiti della vita rischio di relazionarmi con un Dio costruito secondo le mie necessità?
Quale immagine di Dio porto con me?
Quali sentimenti mi abitano quando apro il mio cuore all’azione di Dio nella mia vita?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
25
Febbraio
2026
Segni di amore
commento di Lc 11,29-32, a cura di Sara Zaccarini