
Foto di Samueles su Pixabay -
D’un tratto qualcuno alle mie spalle
forse un angelo vestito da passante
mi portò via dicendomi così…
Riccardo Pazzaglia, Meraviglioso
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Lc 5,27-32)
In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì. Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla numerosa di pubblicani e d’altra gente, che erano con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Gesù rispose loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori perché si convertano».
Mi lascio ispirare
All’inizio di tutto è
il vedere: individuare e
lasciarsi toccare, riconoscere
proprio quel cuore che desidera
vita nuova. Lì dov’è, non
altrove, dentro la storia.
Seguimi!
Poi è la risposta, una
scelta libera: lasciarsi
commuovere dall’appello alla
vita, con smisurato abbandono e
radicatissimo slancio, tutto
lasciare e ogni passo abbracciare.
Seguimi!
Dopo è la gioia della
festa, che pure attrae la turba
delle convenzioni, degli status
disattesi e delle attese
vinte: perché proprio quel
cuore? Cosa c’entra col Figlio?
Seguimi!
Infine, e senza fine
è l’amore pazientemente
chiarificatore del Maestro: perché
il Figlio è qui non per chi già
ha accumulato risposte, ma
per chi di costruirle non è stanco.
Seguimi!
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Come accolgo lo sguardo interpellante di Gesù nella mia vita? A cosa mi sta chiamando, oggi?
Quali rinunce mi domanda la sequela del Maestro?
In che modo accolgo la gioia dell’altro quando questa va oltre i miei preconcetti, le mie categorie del mondo?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
21
Febbraio
2026
Costruire risposte
commento di Lc 5,27-32, a cura di Melania Condò