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Nel silenzio, una certa sobrietà di desideri e pensieri aprirà in noi un vuoto, una cavità in cui la vita dello Spirito potrà sgorgare, come sorgente inesauribile nel fondo del nostro cuore.
Andrè Louf, Sotto la guida dello Spirito
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mc 3,13-19)
Salì poi sul monte, chiamò a sé quelli che egli volle ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici che stessero con lui e anche per mandarli a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demòni. Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro; poi Giacomo di Zebedèo e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè figli del tuono; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, quello che poi lo tradì.
Mi lascio ispirare
Con poche parole l’evangelista Marco racconta un momento fondamentale nella genesi del gruppo a cui Gesù «spiegava ogni cosa», di coloro che avranno un ruolo fondamentale che viene declinato come permanenza «con lui», abilitazione all’annuncio della buona notizia del Regno di Dio e della vittoria sul male.
La nascita della chiesa passa per questo inizio, che ha luogo in un posto molto evocativo nella Bibbia e assai importante per un ebreo: il monte, luogo della rivelazione di Dio. E Gesù decide di salirvi all’alba di una decisione cruciale, quella su chi dovevano essere i suoi amici e collaboratori più stretti. Il monte serve a garantire a Gesù solitudine e contatto con suo Padre, perché decidere significa avere anche i luoghi adeguati.
Scegliere richiede un certo appartarsi, isolarsi per potersi meglio ascoltare e conoscere le vere ragioni del cuore, lontano dalle interferenze quotidiane, che meritano di solito anche un certo ascolto, ma che poi devono essere soppesate e considerate nella pace del rapporto con Dio. Il silenzio del monte fa emergere ciò che la folla, le strade e forse anche le sinagoghe tacitano; esso è luogo di sguardo profondo e di onestà con se stessi. Quello che emerge lì merita di essere preso in considerazione.
Ascoltarsi, arte antica e oggi un po’ sconosciuta, consiste nel fermarsi, spegnere il cellulare (spegnere, non privare del suono!), lasciare emergere le cose che stanno dentro, magari appuntarsele. Così si fa verità, si scopre che sotto la polvere della fretta e del fare cose c’era un vulcano che voleva eruttare la sua lava. All’inizio sembravano cose indistinte, in un magma piuttosto caotico, ma poi esse cominciano a prendere nome e cognome: si chiamano «Andrea, Filippo, Bartolomeo» e già si nota qualcosa che puzza di marcio: «che poi lo tradì».
Davanti alle tante cose della nostra vita, alle volte si è chiamati a decidere, cioè a rinunciare a qualcosa per scegliere altro. Cristo Signore ha scelto. Il monte, il silenzio e l’ascolto sono serviti proprio a questo, a decidere, sapendo che decidere non è azzeccare ogni cosa, ma mettersi in movimento, per non restare bloccati. Occorre partire, dal silenzio del monte alla rumorosità del mondo.
Andranno bene le cose? Di sicuro ci saranno problemi, ma se è quello che il cuore, ben ascoltato, voleva, ne sarà valsa la pena!
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
In quali occasioni riesci a darti i tempi e i luoghi giusti per decidere?
Cosa ti aiuta a metterti nelle condizioni interiori ed esteriori per poter scegliere?
In che modo metti in ordine gli affetti prima di decidere?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
23
Gennaio
2026
Sul monte per ascoltarsi
commento di Mc 3,13-19, a cura di Piero Lamazza SJ