
Joan Miró, L’oro dell’azzurro (1967) -
La speranza è quella cosa piumata
che si posa sull’anima
canta melodie senza parole
e non smette mai.
Emily Dickinson
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mt 2,1-12)
Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”». Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo». Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese.
Mi lascio ispirare
Gesù nasce e il mondo si raccoglie intorno alla sua culla. Nei quadri che lungo la storia dell’arte hanno rappresentato questo momento i pittori hanno spesso rappresentato i Magi con i tratti e le fattezze di popoli distanti e diversi tra loro. L’intuizione artistica dà forma alla verità spirituale: la nascita del Signore Gesù è un evento che tocca, riguarda e coinvolge tutta la Terra e la vita che su di essa “lotta, soffre e spera”.
Il cuore indurito di Erode, uomo di potere, teme e trema, si ripiega su di sé. Dietro il volto del re nabateo oggi noi possiamo intravedere tutte le dinamiche di manipolazione, egoismo e sfruttamento che sono presenti nel nostro mondo. È la liturgia del potere che si fa forte dentro i palazzi e le sale illuminate a giorno, ma non sa capire ciò che avviene al di fuori delle mura che la difendono.
Un bambino nasce, viene deposto in una mangiatoia e i potenti tremano. La rivelazione del Salvatore è motivo di speranza per ogni ferita, ingiustizia e violenza che nel mondo avvengono perché Dio nel bambino Gesù ha scelto di nascere nelle periferie, nei luoghi marginali e dimenticati.
Il Natale non è l’evento instagrammabile dei festoni e dei pacchi colorati dei nostri social network, ma è la più potente rivoluzione della Storia: è lo sguardo del Magnificat, delle Beatitudini e del Risorto, che rovescia i nostri parametri di valore e indica ciò che porta vita nelle nostre esistenze, perché «in Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini».
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Chi sono secondo te nel nostro mondo i magi che viaggiano, faticano e si spendono per rendere onore alla Vita?
Quali sono le grandi periferie che oggi vengono ignorate? E quelle trascurate presenti nella tua quotidianità?
Qual è il segno di speranza che il Natale di Gesù Cristo quest’anno porta nella tua vita?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
6
Gennaio
2026
La più potente rivoluzione della Storia
commento di Mt 2,1-12, a cura di Diego Mattei SJ