
Foto di Aarón Blanco Tejedor su Unsplash -
Gli altri non sono l’inferno: sono la nostra beatitudine su questa terra.
Enzo Bianchi
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Gv 1,43-51)
In quel tempo, Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo e gli disse: «Seguimi!». Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro. Filippo trovò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaèle gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi». Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!». Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».
Mi lascio ispirare
Tutti i Vangeli pongono nei primi capitoli la formazione della comunità intorno a Gesù di Nazareth. Mosè e i Profeti avevano annunciato un Messia sotto forma di eroe; uno che, da solo, avrebbe liberato Israele dal dominio delle potenze straniere. L’uomo solo al comando non piace a Dio: è la relazione che fa la differenza in questo mondo; e la farà anche nell’altro. All’Amore si può rispondere in tanti modi. Filippo lo fa con decisione, allargando l’invito a un personaggio molto più duro e diffidente di lui. Natanaèle mi ricorda quanto la razionalità umana, pur essendo molto spesso necessaria per affrontare le prove della vita, sia sostanzialmente riluttante alla sensibilità dello Spirito.
Da un piccolo e insignificante paese della Galilea non poteva giungere quel re potente che tutti attendevano… Eppure a Nazareth un grande miracolo è avvenuto: una famiglia fuori dagli schemi è riuscita a oltrepassare quel dolore che si prova quando le cose non vanno come si vorrebbe. Mi piace pensare che Gesù abbia respirato un amore autentico e profondo nella casa dove è nato e cresciuto; che proprio lì abbia imparato quanto sia importante accorgersi di chi ci sta intorno piuttosto che illudersi di poter fare tutto da sé.
Quello sguardo d’amore stupisce il solitario e razionale Natanaele. Tutto comincia da qui. Anche per noi che ci accingiamo a vivere un nuovo anno: se sceglieremo di essere docili all’Amore vedremo il cielo aprirsi sopra quelle paure e chiusure che vorrebbero incatenarci al nostro ego.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Che cosa mi aiuta a credere che l’amore abita nel cuore del prossimo che incontrerò?
Di cosa sono ancora capace di stupirmi?
Che cosa mi aiuta a rinunciare ai miei schemi mentali per far spazio alla novità dello Spirito?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
5
Gennaio
2026
Uniti per cambiare il mondo
commento di Gv 1,43-51, a cura di Fabrizio Barbieri