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L’umiltà è una giusta stima di sé stessi.
Charles Spurgeon
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Gv 1,29-34)
In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
Mi lascio ispirare
L’umiltà viene dal sapere esattamente il nostro posto nel mondo. Giovanni sa chi c’è prima di lui e chi ci sarà dopo. La sua missione è qui e ora, e grazie a questa chiarezza nella sua vocazione può vedere e riconoscere i segni di chi finirà la sua missione. Non conosce Gesù, ma conosce se stesso e per questo riconosce i segni della Storia in cui sta operando.
L’umiltà è mettere radici in uno scopo e crescere la propria vita con sicurezza e serenità, sapendo che sarà innaffiata dalla grazia e illuminata dall’amore di Dio. Allo stesso modo per gli altri alberi ci penserà Lui.
Questa è la terra pro-messa, messa davanti a noi. La maggior parte delle volte basta solo rendersi conto di ciò che succede intorno a noi, e cominciare a lavorare con quello che abbiamo: battezzare in acqua, anche se poi verrà chi battezzerà nello spirito; testimoniare con la vita, anche se non sappiamo ancora cosa succederà esattamente.
Ma soprattutto, quando la grazia si manifesta, lasciarla brillare di luce propria.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Quanto conosco me stesso?
Dove si trova la grazia intorno a me, in questo periodo?
Cosa posso fare per testimoniare la grazia, con il poco (o molto) che ho?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
3
Gennaio
2026
Le radici dell’umiltà
commento di Gv 1,29-34, a cura di Gloria Ruvolo