
- Creata con Chatgpt
A volte incontrerai te stesso. Per via di uno specchio, di una vetrina, di uno sguardo diverso, di un giudizio più severo che credevi fosse destinato ad altri e che invece, puntuale, fedele, parlerà di te.
E allora avrai due scelte: o farai finta di niente e continuerai ad indossare la tua maschera oppure prenderai coscienza di chi sei. E sarà il lavoro più difficile. Quello che può portare alla saggezza o al deserto.
Fabrizio Caramagna
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Gv 1,19-28)
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elìa?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa». Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elìa, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.
Mi lascio ispirare
La testimonianza di Giovanni nasce da una domanda solo apparentemente semplice: «Tu chi sei?». Non è facile rispondere, perché la domanda non è neutra: è posta all’interno di un contesto preciso, con categorie già pronte. L’essere umano, infatti, non può definirsi in modo assoluto, ma sempre in relazione a un contesto che orienta l’interpretazione. Qualunque risposta Giovanni avesse dato sarebbe stata letta, incasellata o distorta secondo il sistema di comprensione dei suoi interlocutori.
I tentativi dei sacerdoti di “indovinare” la sua identità aiutano Giovanni a chiarire innanzitutto chi non è: non è il Cristo, non è Elia, non è un profeta. Attraverso queste negazioni, Giovanni prende le distanze da figure centrali e autorevoli della storia di Israele e si libera da ogni pretesa di continuità con schemi del passato. Non rivendica titoli né ruoli riconosciuti. A questo punto, i sacerdoti sono costretti a cambiare piano e a porre una domanda diversa, più radicale: «Che cosa dici di te stesso?».
Così formulata, la domanda restituisce a Giovanni la libertà di definire il contesto nel qui e ora. Non deve più essere riconosciuto da un’autorità esterna, ma può parlare a partire da sé. La sua risposta è finalmente positiva: «Voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore». Giovanni si definisce come una voce: qualcosa che può essere ascoltato o ignorato, senza imposizioni. Il suo battesimo è d’acqua, simbolico; chi vuole può accoglierlo, chi non vuole può rifiutarlo. In questo modo prepara in maniera originale la venuta di Gesù. La sua testimonianza diventa allora una lezione decisiva: anche quando siamo costretti a stare nel gioco degli altri, la decisione su chi siamo non spetta a loro, ma a noi.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Chi sei tu? Quando rispondi a questa domanda, a quale contesto ti riferisci implicitamente?
Quali sono le ambiguità con le quali giochi per presentarti agli altri?
Cosa dici di te stesso/a?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
2
Gennaio
2026
Cosa dici di te?
commento di Gv 1,19-28, a cura di Flavio Emanuele Bottaro SJ