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Ritrovarsi nel silenzio

commento di Mt 11,16-19, a cura di Ettore Di Micco

Immagine generata con chatGPT

L’uomo dovrà rispondere di ogni parola che non sia un sacramento, che non sia una incarnazione del silenzio, poiché tali parole non hanno alcun valore.

Raimon Panikkar

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 11,16-19)

In quel tempo, Gesù disse alle folle:

«A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano:

“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”.

È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”.

Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».


Mi lascio ispirare

A volte possiamo sentirci anche noi come Gesù. Forse stanchi di chi si lamenta sempre. Forse frustrati perché non c’è modo di dialogare con chi non ha intenzione di farlo. Possiamo arrabbiarci o rattristarci davanti a chi ci tratta in modi che sentiamo di non meritare.

Se davanti ad alcune dinamiche può esserci a volte poco da fare, ci resta una doppia consolazione. Da un lato possiamo sentire che se anche Gesù sentiva stanchezza e frustrazione, a maggior ragione è ok se noi sentiamo queste stesse cose. Dall’altro possiamo ricordarci che, così come anche faceva Gesù, il nostro agire non è meramente “al fine di”. Se fossimo costretti, piuttosto diremmo che agiamo “a causa di”. Agiamo perché è nella nostra natura, agiamo perché è la nostra modalità di espressione e di condivisione di ciò che abbiamo da donare, agiamo perché non saremmo e non potremmo essere noi stessi se non lo facessimo.

Ma proprio qui arriva il punto fondamentale, quello che ci evita di finire dall’altro lato. Dal lato di chi si lamenta, di quelli a cui non sta bene nulla e che criticano tutto. Di quelli che suppongono anziché chiedere, che danno per scontato il peggio anziché tenere occhi e cuore aperti.

È necessario ricordare in cosa affondano le nostre radici. Tornare consapevoli dell’origine delle nostre parole e della motivazione ultima di tutto ciò che facciamo. Fare silenzio dentro di noi, prenderci un momento per tornare a quel luogo, può essere un passo importante. Può essere l’acqua nel deserto, la consolazione nella disperazione. Tornare lì è fondamentale, poiché è lì l’origine della nostra autenticità.

Ettore Di Micco


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

In quali occasioni ti sei sentito criticato o trattato ingiustamente? Quali emozioni hai sentito?

Quali decisioni della tua giornata non sono motivate soltanto dal raggiungimento di un risultato?

Quali delle tue attività sono motivate soltanto dal gusto di farle?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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