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La vita come una domanda

commento di Mt 11,11-15, a cura di Enrica Bonino s.a.

Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto oppure anni, e poi la vita risponde.

Alessandro Baricco

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 11,11-15)

In quel tempo, Gesù disse alle folle:

«In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.

Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono.

Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell'Elìa che deve venire. Chi ha orecchi, ascolti!».


Mi lascio ispirare

Gesù fa l’elogio del Battista, vuole che prendiamo coscienza di chi è quest’uomo. Possiamo dire che se il Battista è la voce, Gesù è la Parola. C’è uno strettissimo legame: il Battista è la domanda, Gesù è la risposta; il Battista è l’attesa, Gesù è il compimento. Non si può mai capire l’uno senza l’altro. Per questo la vita di Gesù è tutta intrecciata con quella del Battista. L’identità del Battista è stare davanti a Dio, come Elia, il padre dei profeti. Uno è ciò che è davanti a Dio, lì è la sua consistenza.

Perché è il Battista è il più grande fra tutti gli uomini? Perché diventa pura domanda, perché sa andare oltre tutte le sue attese. Questa è la sua grandezza. Perché non ha nessuna sicurezza, le cede tutte; mette in questione tutto. Ha questa suprema libertà di aprirsi totalmente a Dio, alla risposta. Per questo è il più grande uomo. Il Battista è quello che rinuncia a ogni certezza e chiede: «Sei tu?» Quindi è disposto ad accogliere Dio così com’è, come si presenta. Questa è la sua vera grandezza. La grandezza dell’uomo è farsi domanda! La sua vita si fa domanda e richiamo alla relazione con Dio come priorità assoluta.

La seconda affermazione per contrasto diventa ancora più forte: «il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui». Il più piccolo nel regno dei cieli è il punto di partenza del Figlio di Dio.  L’economia di Dio parte sempre dal più piccolo. Il Battista è l’uomo che si apre ad accogliere Dio; il più piccolo nel regno dei cieli è colui che già ha accolto Dio. A quale grande dignità è chiamato ciascuno di noi! La dignità del credente è accogliere Dio – e quindi di essere più grande di tutti i patriarchi, di tutti i profeti, di tutti i re, di chiunque. 

Il Battista dunque propone le domande che Gesù porta nel mondo, ci invita a prendere posizione ed è figura di continuità con la storia precedente, garanzia di una presenza di Dio in tutte le epoche, prefigurazione di quello che sarà il cammino di Gesù.

Enrica Bonino s.a.


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

A quali domande presto attenzione nelle mie giornate?

Quando mi è capitato di accontentarmi delle risposte ricevute, pur di averne una?

Chi sono io davanti a Dio? In che modo sto davanti a lui nelle mie giornate?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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