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La rivoluzione della gratuità

commento di Lc 14,12-14, a cura di Gloria Ruvolo

Foto di Marc Sendra Martorell su Unsplash

Gratis. Concetto fuori moda per designare il quale si ricorre a una lingua morta.

Pitigrilli

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 14,12-14)

In quel tempo, Gesù disse poi al capo dei farisei che l’aveva invitato:

«Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio.

Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».


Mi lascio ispirare

Chiedere a un fariseo di invitare poveri e invalidi: a volte scordiamo la portata rivoluzionaria del messaggio cristiano. Chi avrebbe mai detto, nella società ebraica ma anche in quella romana del tempo, una cosa del genere? Con Gesù cambiano del tutto i princìpi dello stare insieme.

Se per i Romani, il do ut des, il precetto di “dare affinché tu mi dia”, è alla base della religione, ma anche della politica, della relazione sociale, l’arrivo di Gesù scuote le fondamenta stesse dei rapporti tra gli uomini. Un’etica fondata sulla resurrezione dei giusti e sulla giustizia come amore. Un nuovo costume, che ti costringe a vivere riconoscendo il vantaggio che la tua nascita in un certo contesto ti ha donato, e a redistribuire quel vantaggio verso i più sfortunati. Un’etica che ancora sarebbe rivoluzionaria, se riconosciuta davvero.

Ed è adesso ancora rivoluzionario l’invito a uscire dalla nostra bolla, dal nostro clan di amici, parenti e conoscenze, ma anche pregiudizi, paure e preconcetti, per vedere quello che c’è al di fuori, per conoscere la più grande gioia che l’uomo è capace di provare, quella della gratuità, di dare per amore. Sembra faticoso ma la ricompensa è immensa: è risorgere già qui, vivere il pieno potenziale del mondo che ci è stato donato.

Gloria Ruvolo


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Da quale bolla (di amici, di credenze, di luoghi) non esco da anni? Cosa posso fare per uscirne anche un attimo?

Quando mi è capitato di fare il bene per un ritorno personale?

In quale occasione mi sono reso conto della soddisfazione profonda di fare del bene per l’altro?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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