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Gli emissari del demonio possono essere benissimo di carne ed ossa, non vi pare, Watson?
Arthur Conan Doyle, Il mastino di Baskerville
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mc 6,17-29)
In quel tempo, Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri. Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto. E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.
Mi lascio ispirare
Le parole di oggi, oltre a rappresentare l’episodio conclusivo della vita di Giovanni il Battista, possono essere rilette in chiave simbolica. Giovanni può essere associato alla voce dello Spirito Santo: lo Spirito Buono, direbbe sant’Ignazio, che parla al cuore per condurci sulla via della giustizia.
Erode inizialmente ha un atteggiamento benevolo verso questa voce: l’ascolta volentieri, vigila su di lei, sentendo un conforto nel proteggerla, una consolazione, sebbene continui il suo stile di vita illecito.
C’è tuttavia un tempo propizio – un kairòs – nel quale siamo chiamati a scegliere, nel quale non è più possibile ascoltare la Parola senza metterla in pratica. Il re ora deve scegliere se ascoltare ed agire secondo la voce dello Spirito Buono oppure lo Spirito Cattivo, la voce del nemico, che lo conduce a compiere un male efferato pur di non mettere in discussione la sua autorità.
Anche per noi arriva un tempo nel quale dover scegliere se mettere in gioco la nostra vita per la giustizia e la pace, anche sopportando umiliazioni ed incomprensioni, oppure se mettere definitivamente a tacere la voce dello Spirito, conformandoci alla mentalità prevalente e mondana.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
In che modo riconosco che la Parola di Dio mi interpella?
Come reagisco alle sollecitazioni della Parola?
A quali azioni mi conduce ascoltare la voce di Dio?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
29
Agosto
2025
Custodire o decapitare?
commento di Mc 6,17-29, a cura di Anna Laura Lucchi Filippo Zalambani