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Saper gustare la vita vera

commento di Mt 9,14-17, a cura di Fabrizio Barbieri

Foto di Aybike Koseoglu su Unsplash

Ogni volta, ogni maggese, che ritorna a dar vita a un seme, sarà vita nuova anche per me.

Cesare Cremonini

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 9,14-17)

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».

E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno.

Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l'uno e gli altri si conservano».


Mi lascio ispirare

Gesù è a tavola con i pubblicani e sta condividendo con loro un momento di gioia e tranquillità, come solo un pasto consumato insieme sa regalare agli amici che ne prendono parte. Questo semplice gesto sembra irritare invece coloro che all’epoca venivano considerati tra i più osservanti dei precetti religiosi. Si tratta di due gruppi molto distanti tra sé per la scelta di vita compiuta: da una parte i farisei, pienamente inseriti nella vita cittadina e frequentatori assidui del tempio; dall’altra i discepoli di Giovanni, il quale aveva optato per una vita ritirata, forse per prendere le distanze dalla dimensione più istituzionale dell’ebraismo.

Cosa dunque unisce queste persone? La logica del sacrificio, simboleggiata in questo caso dal digiuno. Gesù è schietto: non si può digiunare quando non vi è un motivo valido, men che meno per esaltare il proprio ego. La sua venuta cambia radicalmente la relazione tra Dio e l’essere umano, trasforma la paura in festa!

È una novità che non lascia spazio al vecchio. Costerebbe davvero poco rinnovare vestito e otri ma chi crede di poter salvare proprio questi, perderà tutto, sprecando il vino nuovo che dà sapore alla vita.

Fabrizio Barbieri


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Chi o cosa mi procura gioia nella vita?

Su cosa si basa la mia relazione con Dio?

Sono disposto a cambiare radicalmente? Per chi, per cosa?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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