Ri-conoscersi in Te

Se non sapessi dove, tu mi potrai cercare. Non affannarti: è inutile vagare. Tempio dove io dimoro, pace e ristoro ritrovo. Chiamami ovunque sei e ci sarò, verrò! Cercami, cercami in te, al centro del tuo cuore, in me cerca te, in te cerca me.
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mt 9,9-13)
In quel tempo, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Mi lascio ispirare
Mi chiami nel bel mezzo delle mie attività quotidiane. Non aspetti che io abbia tempo, non attendi che io mi liberi la mente o il cuore per accoglierti, non arrivi al momento giusto. Arrivi quando i giorni sono tutti uguali, pieni di impegni, e scivolano via uno dopo l’altro.
Arrivi quando nella quotidianità comincia a sembrarmi di essermi persa, quando so bene cosa sto facendo, ma forse non so più chi sono. Sono seduta al banco delle imposte: so che lavoro faccio, so come passo il tempo, come mi guadagno da vivere… ma so ancora chi sono?
Sì, lo so quando mi chiami – e allora mi alzo e ti seguo. La nebbia della quotidianità non offusca la tua voce. Ti sento forte e chiaro e nella tua chiamata mi ri-conosco, allora mi alzo e ti seguo. Vengo a sedere alla tavola che hai preparato per me.
Mi disseti, mi sfami, passi il tempo con me e mai dalla tua bocca sento altro che parole di vita. Con delicatezza prendi le mie difese, quando qualcuno insinua ch’io non sia degna della tua tavola – o che tu, che t’accompagni con gente come me, chissà chi sei…
Tutta la misericordia del mondo è in un bicchiere colmo, versato per dissetarmi, in un piatto pieno, pronto a sfamarmi. Nelle tue parole, dette per chiamarmi. Nella tua vita, offerta per salvarmi.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Quando voci e pettegolezzi ti hanno fatto sentire non all’altezza?
Quale parola buona dal Signore ti ha restituito l’identità?
Chi puoi essere oggi, seduto a tavola con lui?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.