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Solo i poveri riescono ad afferrare il senso della vita, i ricchi possono solo tirare a indovinare.
Charles Bukowski
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mc 10,13-16)
In quel tempo, presentavano a Gesù dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.
Mi lascio ispirare
Nemmeno i discepoli si dimostrano immuni dalla visione che lega il potere di Dio a quello degli uomini, in qualche modo giustificandola.
Al Maestro viene presentato un ragazzino, che al tempo non godeva di nessun prestigio, nessun potere, nessun diritto: non ci si deve più prendere cura di lui, ma non è ancora nell’età di poter prendersi responsabilità, poter lavorare, entrare nella società, ecc.
Ai suoi amici un po’ scoccia che perda tempo con uno scarto della società, uno senza importanza, e cercano di fermarlo; unica volta nel Vangelo di Marco, Gesù si arrabbia con loro e lascia un insegnamento fondamentale: è di quelli come loro il Regno di Dio.
Dio è presente e agisce tra gli ultimi, ma non solo: il discepolo non è colui che pretende di parlare e agire in nome di un Dio che comanda dall’alto, ma è colui che come Gesù si china e si mette in mezzo a chi non ha voce e non ha volto.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Chi sono gli “ultimi” con cui entri in relazione oggi?
Dove riconosci il Regno di Dio?
Come intendi ed eserciti il potere?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
1
Marzo
2025
Come un ragazzino
commento di Mc 10,13-16, a cura di Federico Parise SJ