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Discendenza: palla al piede?

commento di Mt 21,23-27, a cura di Andrea Piccolo SJ

Gustav Klimt, Le tre età della donna

Se vogliamo progredire, non dobbiamo ripetere la storia, ma fare storia. nuova. Dobbiamo accrescere l’eredità lasciataci dai nostri avi.

Mahatma Gandhi

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 21,23-27)

Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide.

Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Uria, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abia, Abia generò Asaf, Asaf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozia, Ozia generò Ioatàm, Ioatàm generò Acaz, Acaz generò Ezechia, Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia, Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.

Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleazar, Eleazar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.

In tal modo, tutte le generazioni da Abramo a Davide sono quattordici, da Davide fino alla deportazione in Babilonia quattordici, dalla deportazione in Babilonia a Cristo quattordici.


Mi lascio ispirare

Genealogie e generazione, generatività, e dare la vita. C’è una con-catenazione di successivi parti. Così è per tutti gli uomini e le donne, così è stato anche per Gesù. Gesù ha deliberatamente scelto di entrare nella catena delle generazioni umane, lui che per il suo essere Creatore ne era completamente sciolto.

Quindi la “catena” dell’albero genealogico è diventata terreno di salvezza, storia personale e familiare di redenzione: è un bel messaggio per noi “narcisisti planetari” che spesso viviamo come esseri assoluti – cioè sciolti, slegati – da tutto e da tutti e ci proiettiamo in avanti sradicati, cioè strappandoci dalle nostre radici.

Gesù ama l’umanità perché ama la propria storia umana che è intessuta anche attraverso la catena della propria genealogia. Ama le sue radici e tuttavia non ne rimane imbrigliato, saprà ascoltare la voce dello Spirito che lo porta a compiere la volontà del Padre in modo unico, originale e imprevedibile, lontano dalle proprie origini.

Il numero 14 (sette per due) ripetuto tre volte ci parla di una pienezza che in Gesù si compie, ma ci suggerisce anche una rilettura spirituale e profonda sulla nostra storia familiare: sulla nostra generazione occorre ritornare, scavare, rileggere, riconoscere la presenza discreta e luminosa del Signore della vita. Spesso non è facile.

Andrea Piccolo SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Cosa ti spinge a pensare alla tua discendenza, alle tue radici?

Che significato hanno per te le tue radici?

Dove vedi la presenza del Signore della vita nelle pieghe della tua storia familiare?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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