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Nessuno si salva da solo

commento di Mt 9, 27-31, a cura di Diego Mattei SJ

Foto di moshehar su Pixabay

Nessuno si salva da solo, perché siamo tutti nella stessa barca tra le tempeste della storia.

Papa Francesco

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 9, 27-31)

In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!».

Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!».

Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi.

Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione.


Mi lascio ispirare

Le guarigioni di Gesù sono per lo più individuali. Un indemoniato, un lebbroso, un paralitico, un uomo dalla mano inaridita, una donna dalla schiena curva. Accade poi, più di rado, che l’incontro sia con più persone. Qui sono due ciechi e basta questo perché si entri in un’altra dimensione esistenziale: la comunità. La coppia evoca la differenza e l’alterità, una sfera di affetti, una rete di rapporti, la possibilità di intese e complicità, ma anche il rischio di conflitti.

Il mondo di relazioni che Gesù incontra è segnato dalla cecità, condizione di insufficienza che determina e condiziona la relazione con il mondo e la realtà. I due ciechi non vedono, nella più ampia declinazione che porta con sé questo “non vedere”. La domanda sulla fede non è posta separatamente a ciascun singolo, ma alla coppia insieme, come soggetto naturalmente portatore di dialogo e di responsabilità.

E la consegna di Gesù, la restituzione è data insieme all’uno e all’altro, perché “nessuno si salva da solo”. La guarigione avviene secondo la misura della fede comune, compartecipata, condivisa in solido. Fede diventa allora sinonimo di carità reciproca, di sostegno, di tutela, di promozione l’uno/a dell’altro/a.
Di fronte a questa rivoluzione, uno sguardo nuovo sul mondo e sulla realtà diventa possibile. E chiedere il silenzio impossibile. Troppo grande è la novità che entra nel mondo.

Diego Mattei SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quali sono le persone presenti nella tua quotidianità?
Come puoi prenderti cura della loro crescita e della loro realizzazione?

Come la tua vita dipende dalla loro presenza? Che cosa puoi ascrivere a loro merito nella tua vita oggi?

A quale testimonianza di pienezza e di collaborazione


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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