Foto di Tom Barrett su Unsplash -
You know the day destroys the night,
night divides the day.
Tried to run,
tried to hide,
break on through to the other side.
Sai che il giorno distrugge la notte,
la notte separa il giorno.
Ho provato a correre,
ho provato a nascondermi,
irrompi dall’altra parte.
The Doors, Break on through (to the other side)
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Lc 21,25-28.34-36)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».
Mi lascio ispirare
Alziamo il capo!
Gesù usa delle immagini molto potenti, da fine del mondo appunto, per dire alla prima comunità cristiana, e a noi, che qualsiasi cosa succeda alla nostra storia collettiva e personale, il vincitore sarà Gesù, e noi avremo parte in questa vittoria.
Non è solo qualcosa che riguarda un domani incerto, ma anche l’oggi: nella Bibbia i fenomeni esterni spesso vengono usati per descrivere la nostra interiorità. E allora quando ci sentiamo spezzati, quando siamo nel caos, quando siamo nella paura o nel dubbio, non è una buona strategia fare del nostro stare male qualcosa di eterno o di immutabile.
Ma, visto che nemmeno concentrarsi solo sui nostri bisogni materiali alla lunga funziona, Gesù propone di guardare al nostro desiderio, di rimodulare ciò da cui ci facciamo guidare per recuperare il senso e la prospettiva da cui guardare le cose e noi stessi.
Vegliare, cioè metterci in “attesa operativa”, ha la funzione di risvegliare la nostra interiorità e la nostra forza progettuale!
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Cosa vedi nelle immagini che usa Gesù?
Cosa ti fa sentire vicino questo Signore della storia che ti libera?
Quale aspetto della tua vita senti il bisogno di riprendere in mano e riformulare?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
1
Dicembre
2024
La liberazione è vicina
commento di Lc 21,25-28.34-36, a cura di Federico Parise SJ