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Accompagnati a tornare sui propri passi

commento di Gv 21,15-19, a cura di Andrea Piccolo SJ

Foto di Aaron Burden su Unsplash

Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre.

José Saramago

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Gv 21,15-19)

Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: “Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?”. Gli rispose: “Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene”. Gli disse: “Pasci i miei agnelli”. Gli disse di nuovo, per la seconda volta: “Simone, figlio di Giovanni, mi ami?”. Gli rispose: “Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene”. Gli disse: “Pascola le mie pecore”. Gli disse per la terza volta: “Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?”. Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: “Mi vuoi bene?”, e gli disse: “Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene”. Gli rispose Gesù: “Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi”. Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: “Seguimi”.


Mi lascio ispirare

Dopo aver mangiato l’Eucaristia, dopo aver rivissuto il gesto di donazione d’amore di Gesù… l’amore che riceviamo ci chiama e contemporaneamente ci sostiene nel decidere di coinvolgerci, di donare a nostra volta amore. La prima consapevolezza fondamentale della vita è di non essere noi la fonte dell’amore, neanche di quello che vogliamo dare noi.

Le tre domande di Gesù a Pietro ripercorrono il suo triplice tradimento: sono il cammino dell’amore di Gesù che accompagna l’apostolo fino all’abisso del suo allontanamento. Pietro può così toccare la propria vergogna accompagnato da Gesù e guarire la ferita che si è inferto tradendo l’autore della vita, la sua vita stessa.

Dopo aver attraversato con Gesù il baratro delle vergogne e delle paure più profonde, con Pietro riemergiamo, più umili, ridimensionati, ricondotti finalmente alla verità di noi stessi, oltre i nostri volontarismi e le immagini eccessive; ora possiamo rispondere con umile libertà all’invito chiaro di Gesù: “Seguimi”! Prima, come Pietro, desideravamo ardentemente farlo, ma c’era troppo delle nostre forze, del nostro volontarismo, del nostro narcisismo.

Ora, assieme a Pietro, possiamo accostarci alla sorgente dell’amore e divenirne i gioiosi diffusori, semplici diffusori di un dono che non è nostro.

Andrea Piccolo SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quali sono stati i tradimenti fatti che ricordo con più dolore? Quali quelli subiti?

Quale percorso in particolare desideri fare con il Signore della vita al tuo fianco?

Quel “Seguimi” oggi è rivolto anche a te: dove ti conduce?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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