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Credere per vedere

commento di Lc 24,35-48, a cura di Giovanni Stefani

Foto di Luis Villasmil su Unsplash

La gioia nell’osservare e nel comprendere è il dono più bello della natura.

Albert Einstein

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 24,35-48)

In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.

Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.

Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».


Mi lascio ispirare

Parlando del Signore
dell’amore che ci vuole
subito non ci accorgiamo
che ci viene ad abitare
la Sua pace nel cuore.
È uno spazio pieno
di ariosa calda quiete
dimora al centro del petto
e va da dove viene.
È stupendo trovare
una luce nel buio,
ciò che è morto nel passato
vivere nuovo nel futuro.
Abbiamo bisogno
di stropicciare i cuori
e strapazzare la vita
per vedere e credere
che nonostante tutto
non è mai finita.
Bambini increduli
di essere figli
di Dio, Padre buono
che perché potessimo credere
è nato, morto e vissuto
come ogni altro uomo.
Donami la grazia di credere
che anche io, anche nel corpo
nel Tuo amore, come Te, risorgo:
Papà indicami la strada,
che sia in me il Tuo amore
ovunque io vada,
per assaporare la gioia della vita
con chi, nel Tuo nome,
ancora non l’ha gustata.

Giovanni Stefani


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Riconoscere la presenza di Dio a posteriori: dove e in che momenti della mia vita è più facile per me accorgermi di Lui?

Chiedendo la grazia della comprensione, quali sono i passi per me difficili della Parola (e della mia vita) da assaporare e sentire intimamente?

Dove mi sento chiamato/a a portare testimonianza della Sua presenza, del Dio vivente?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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