Passa al contenuto principale

Davanti al mare

commento di Mc 3,7-12, a cura di Stefano Corticelli SJ

Ph. by Daniel Tafjord on Unsplash

La peggior cosa è la stagnazione. Meglio l’alta e bassa marea che creano movimento e vita, anche se devi accettarne l’incertezza e il rischio di essere risucchiato nel fondo.

Fabrizio Caramagna

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mc 3,7-12)

In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidòne, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui.

Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo.

Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.


Mi lascio ispirare

Gesù sta tra il mare e la folla, sempre più stretto, così chiede di preparargli una barca per non essere schiacciato.

La folla è come un secondo mare che incalza, con i suoi bisogni: mani tese in cerca di salute, riconoscimento, direzione, si riversano su Gesù. Egli non ne esce indenne. Finirà, ben presto, per diventare lui stesso un grido lanciato verso il cielo: «Ho sete».

Noi suoi discepoli possiamo seguire Gesù in una lingua di terra così stretta, senza bagnarci? Possiamo stare davanti ai milioni di uomini che chiedono a lui pace, libertà e salute, senza essere cambiati dal loro grido? Possiamo stare bene da soli?

Seguire Gesù ci espone. Benedetti i suoi piedi che ci portano dove non saremmo mai andati.

Stefano Corticelli SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quale distanza poni tra te e la gente che incontri?

Quale mare rischia di sommergerti?

Dove ti porta seguire Gesù, oggi?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

TAG | |