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Vegliamo

commento di Mc 13,33-37, a cura di Gloria Ruvolo

M’illumino d’immenso.

Giuseppe Ungaretti, Mattina

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mc 13,33-37)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare.

Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo allʼimprovviso, non vi trovi addormentati.

Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».


Mi lascio ispirare

Rimanete svegli: svegli per capire quanto ogni attimo è prezioso, svegli per assaporare il dono di essere vivi. Vegliamo per non farci scappare le occasioni per amare i cari, per non far passare il tempo della vita a fare cose che alla fine – quando conta – non avranno importanza.

Vegliamo perché ci ha dato il potere di fare ciò che vogliamo del suo Regno e se ci scordiamo di avere questa incredibile responsabilità rischiamo di perdere la nostra identità di servi e diventeremo tiranni.

Vegliamo come figli che aspettano che i genitori tornino dal lavoro. Vegliamo per goderci quanto più possibile, durante la giornata, la consapevolezza di essere amati.

Gloria Ruvolo


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quando è stata l’ultima occasione in cui ti sei fermato/a per sentire l’amore di Dio su di te?

Cosa fai nella tua giornata per passare qualche attimo “sveglio”?

Per cosa stai vegliando?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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