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Un ponte tra due mondi

commento di Lc 11,37-41, a cura di Andrea Piccolo SJ

Love by Aleksander Milov, ph. by Vitaliy Deynega

La voce della vita in me non può raggiungere l’orecchio della vita in te; parliamoci, tuttavia: per non sentirci soli.

Khalil Gibran

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 11,37-41)

Mentre stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: “Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l'esterno non ha forse fatto anche l'interno? Date piuttosto in elemosina quello che c'è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro”.


Mi lascio ispirare

Siamo fatti di un “fuori” e di un “dentro”; la nostra consapevolezza, l’affettività e la volontà si affacciano sia sulla nostra interiorità sia sul mondo esterno: noi viviamo di un continuo flusso di comunicazione tra il dentro e il fuori di noi, tra parte di noi che solo noi vediamo e quella “pubblica” che invece condividiamo con chi ci vede e ci incontra.
Quale delle due dimensioni è più importante? Gesù ci dice che entrambe sono state create da Dio, quindi entrambe sono buone. Tuttavia non altrettanto buone sono le versioni radicalizzate di entrambe: sia l’intimismo e l’introspezione esagerati, sia l’esteriorità in cui ci dissipiamo come persone “consistenti” e robuste.

Gesù da un parte sottolinea l’inconsistenza di una pratica esteriore che non abbia attinenza con il mondo degli atteggiamenti, delle abitudini e delle mozioni dell’interiorità e dall’altra parte invita a condividere, a mettere a disposizione degli altri la propria ricchezza interiore. Non è sufficiente essere persone di interiorità profonda: serve venire fuori e donarsi, questo movimento è il vero contraltare alla mera apparenza.

Andrea Piccolo SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

In quali luoghi della tua vita ti sembra di vivere più a livello di esteriorità? E di interiorità?

Quali sono le azioni, le pratiche, le abitudini che metti in atto nella sfera dell’esteriorità che hanno meno attinenza con il tuo mondo interiore?

Cosa dai “in elemosina” di te, delle tue ricchezze interiori?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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