Passa al contenuto principale

Seguire dentro

commento di Mt 9,9-13, a cura di Giuseppe Amalfa SJ

immagine: Paolo Veronese, Convito in casa di Levi, 1573

Solo se abbiamo la capacità di abitare, possiamo costruire.

Martin Heidegger

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 9,9-13)

Andando via di là, Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.

Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?» Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: Misericordia voglio e non sacrifici. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».


Mi lascio ispirare

Ed egli si alzò e lo seguì. Lo seguì, dove? Matteo segue Gesù per entrare nella propria casa.

Se non voglio pensare a questo brano come al racconto di due scene distinte che poi vengono accostate – forse ciò che per gli esegeti è più ovvio – posso immaginare che, dopo la chiamata, Matteo segua Gesù in questi spazi domestici.

E, prima di arrivare alla scena del banchetto, mi permetto di contemplare come Gesù accompagna Matteo dentro i suoi spazi, con una chiamata a ri-abitarli. Tornare ad ascoltare questi spazi come luoghi di un vangelo implicito: luoghi che sanno di genitori che ti rimettono a letto e carezze nel sonno, pensando a una casa natale, o altre case che Matteo ha abitato in diversi momenti vitali, anche quelle dove il vangelo dovrà apparire nella filigrana di conflitti tra coinquilini. Case della solitudine o della comunione, case di amori e separazioni, pareti spettatrici di ciò che in ogni convivenza viene fuori. In questo passare di casa in casa, posso prendere il posto di Matteo.

Serve questo processo di RI-abitazione, prima di iniziare il banchetto. Pane e misericordia condivisi, prima e soprattutto con il mio peccato, chiamato e sanato da chi è riuscito a arrivare dentro. E poi misericordia e pane anche per i farisei, che non finiranno di affollare la mia casa e le mie feste. Sarà perché anche loro sono peccatori?

Giuseppe Amalfa SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quali case ho abitato?

Ricordo di qualcuno che mi ha accompagnato a conoscermi?

Quale peccato vorrei far sedere a mensa con Gesù?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

TAG | | |