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Un Dio vivo e presente

commento di Mt 16,13-19, a cura di Anna Laura Lucchi Filippo Zalambani

Qual è il mio vero nome ancora non lo so.

Fa De André, Canto del Servo Pastore

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 16,13-19)

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».


Mi lascio ispirare

Gesù si trova nella regione di Cesarea di Filippo, è il posto più lontano che raggiungerà, una terra abitata da gente pagana. Non è solo luogo fisico ma anche interiore: è proprio quando siamo lontani e rincorriamo altri dei che il Signore ci interroga puntando al cuore della nostra relazione con Lui.

Ma quale relazione abbiamo con Lui? Simile a quella della massa, che lo considera sì un grande personaggio ma già del passato, pronta a farne un santino e chiuderlo nel cassetto, oppure come Pietro una relazione viva? Un Dio vivente e presente nella nostra vita?

La domanda è posta a un “voi”. Ricordiamoci quindi che la risposta è certamente personale ma può essere elaborata solo riconoscendosi parte di una comunità di credenti.

Anna Laura Lucchi Filippo Zalambani


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quando e come mi interrogo sulla relazione che ho con Gesù?

Cosa mi aiuta ad avere con Gesù una relazione personale?

In quale luogo della mia vita mi riconosco e partecipo in una comunità di credenti?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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