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Anche se rimanesse soltanto il cuore

commento di Mt 7,1-5, a cura di Maria Buiatti Luca Baccolini

Pablo Picasso, La femme au balcone (1937)

È un brusio la vita, e questi persi in essa, la perdono serenamente, se il cuore ne hanno pieno: a godersi eccoli, miseri, la sera: e potente in essi, inermi, per essi, il mito rinasce… Ma io, con il cuore cosciente di chi soltanto nella storia ha vita, potrò mai più con pura passione operare, se so che la nostra storia è finita?

Pier Paolo Pasolini, Le Ceneri di Gramsci

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 7,1-5)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi.

Perché guardi la pagliuzza che è nellʼocchio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio cʼè la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dallʼocchio del tuo fratello».


Mi lascio ispirare

Oggi troviamo un Gesù severo, autorevole. La sua autorevolezza nasce dal principio, dal suo nome: l’Emmanuele è veramente il Dio con noi che non abbandona mai la sua creatura. E lo sarà fino alla fine sulla croce, in mezzo ai due malfattori, con quelle braccia distese che abbracciano tutta l’umanità.

In questo abbraccio l’umanità è riconosciuta come amata e ciascuno di noi può affidargli la propria umanità fatta di cadute, di fatiche, di giudizio, di rivalità, di mancato amore che perdona sempre.

È come se Gesù volesse dirci: “ama senza riserve e, quando non sarai amato, ama di più perché sarai riflesso dell’amore del Padre!”. Da qui nasce l’ammonizione «togli la trave dal tuo occhio» prima di scorgere la pagliuzza nell’occhio di tuo fratello.

Perché? Perché anche se nell’occhio del fratello ci fosse una trave, tu sei amato di un amore che non finisce e, se ricordi la tua identità di peccatore perdonato, non puoi che perdonare. Sempre, anche se rimanesse soltanto il cuore per farlo.

Maria Buiatti Luca Baccolini


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

In quali occasioni ho sentito fino in fondo la mia identità di peccatore amato?

Cosa mi aiuta a ricordare che sapore ha il perdono di Dio?

In che luogo della mia vita ho più bisogno di imparare la capacità di perdonare di Dio?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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