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Lascia fare…

commento di Mt 27, 62-66, a cura di Matteo Suffritti SJ

Ph. Matteo Suffritti SJ (dettaglio di un sarcofago di terracotta, Museo d’Israele, Gerusalemme)

Che cos’è quella rosa sul tavolo ferma nella sua freschezza come un lago alpino alta nel suo silenzio più del fragore dei quotidiani affastellati lì accanto più del disordine dei notiziari, la concitazione delle chiavi di casa. Che cos’è questa parola verdeggiante d’amore se non il suolo dove lasciarsi cadere la penombra di un bosco da attraversare e la mano che apre e prende la mia e mi conduce a me.

Pierluigi Cappello, Una rosa

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 27, 62-66)

Il giorno seguente, quello dopo la Parasceve, si riunirono presso Pilato i sommi sacerdoti e i farisei, dicendo: «Signore, ci siamo ricordati che quell'impostore disse mentre era vivo: Dopo tre giorni risorgerò. Ordina dunque che sia vigilato il sepolcro fino al terzo giorno, perché non vengano i suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo: È risuscitato dai morti. Così quest'ultima impostura sarebbe peggiore della prima!». Pilato disse loro: «Avete la vostra guardia, andate e assicuratevi come credete». Ed essi andarono e assicurarono il sepolcro, sigillando la pietra e mettendovi la guardia.


Mi lascio ispirare

Lascia ricordare. Pezzi di frasi e ancora sentimenti vibranti,
paure e dettagli diversi si impastano intorno al lievito muto
deposto nel fondo della mangiatoia.

Lascia trafficare. Alleanze più o meno probabili si cagliano nel sospetto
che la fine infame si trasformi in un inizio ingestibile.

Lascia sigillare. Che si faccia tutto il possibile per mettere un punto
e nella foga securitaria scoprirne tre, sospesi…

Matteo Suffritti SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Che frase di Gesù ricordo oggi in particolare, che sentimenti suscita in me?

Chi sono quelli che mi sostengono nelle mie convinzioni, i compagni che mi aiutano a farmi un'idea delle cose? Li contemplo con realismo.

Quali sono le mie situazioni onestamente irrisolte, nonostante tutti gli sforzi di chiuderle una volta per sempre?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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