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Perfetta bellezza

commento di Mt 5,38-48, a cura di Matteo Suffritti SJ

Ph. Matteo Suffritti SJ

A chi trova se stesso nel proprio coraggio, a chi nasce ogni giorno e comincia il suo viaggio, a chi lotta da sempre e sopporta il dolore, qui nessuno è diverso, nessuno è migliore. A chi ha perso tutto e riparte da zero perché niente finisce quando vivi davvero, a chi resta da solo abbracciato al silenzio, a chi dona l'amore che ha dentro

Fiorella Mannoia, Che sia benedetta

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 5,38-48)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se uno ti dà uno schiaffo sulla guancia destra, tu pórgigli anche l’altra, e a chi vuole portarti in tribunale e toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà ad accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due. Da’ a chi ti chiede, e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle.

Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».


Mi lascio ispirare

Che bello sarebbe poter camminare più leggeri,
senza prendere troppo sul serio le povere cose
(raccolte e ammassate spesso in modi improbabili)
che rivendico mie fino a confondermici dentro.

Che bello sarebbe tendere le mani solo per discrete carezze,
generosi, luminosi saluti più che inutili, sanguinanti espianti.
Potare le unghie ché non c’è più bisogno di una vita in difesa,
ma tanta sete di amore pulito, gratuito.

Che bello sarebbe saper accogliere l’invito imprevisto,
non voltare le spalle al presente (che mai è abbandonato dall’alto),
osare lo straordinario diverso dal già visto e sentito,
avventurarsi ben oltre il comodo, anche sulle ripide piste del perdono.

Che bello sarebbe sperimentare la letizia perfetta dei figli del Padre.
Bellezza perfettamente possibile?

Matteo Suffritti SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quali oggetti non presterei facilmente? Che cosa non lascerei per nulla al mondo?

In quali relazioni mi scattano subito la paura, la difesa, l’attacco? Perché?

Con i pensieri, con i comportamenti che caratterizzano questo mio presente, chi sto imitando, di chi sono somiglianza, chi sto diventando?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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