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Molto coraggio

commento di Mc 6,1-6, a cura di Matteo Suffritti SJ

Molto coraggio
Ph. Matteo Suffritti SJ (Giacomo Manzù, Monumento al partigiano, particolare)

Ci vuole molto coraggio per reggere il giorno e sopportare la notte. Ci vuole molto coraggio per fermarsi un attimo, nuotare nel profondo. Ci vuole molto coraggio per tornare indietro quando è necessario. Ci vuole molto coraggio per guardarsi allo specchio con un bel sorriso.

Ex-Otago, Ci vuole molto coraggio

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mc 6,1-6)

In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.

Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.

Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.

Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.


Mi lascio ispirare

Coraggio di tornare lì dove non sarà facile e lo sai benissimo,
senza scandalizzarti, senza arrabbiarti davanti all’onda sprezzante dell’incredulità,
continuando semplicemente a essere te stesso,
senza che voci o pregiudizi intacchino la tua consapevolezza, il tuo sorriso, il tuo passo leggero.

Coraggio di seguire il maestro anche lì dove sembra debolissimo,
quando ci troviamo improvvisamente avvolti da nebbia densa di dubbio e di sospetto,
quando veniamo accostati a storie, vicende e nomi – di cui sappiamo troppo poco –
oggettivamente troppo piccoli e troppo fragili per reggere qualcosa di importante.

Coraggio di desiderare di incontrarlo, rischiando di esporsi fuori dal coro,
scommettendo che se lui è venuto qui, forse è venuto proprio per me,
che la mia situazione, la mia vita gli interessano davvero,
che lui sa illuminare d’amore gli spiragli che oso dischiudere.

Matteo Suffritti SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

In quali situazioni faccio fatica a tornare, in quali relazioni mi sembra impossibile restare me stesso?

In che modo il mio essere discepolo mi può aiutare a vivere queste sfide?

Quale parte della mia storia desidero consegnare oggi alle mani del Signore?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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