Passa al contenuto principale

Spazio sacro

commento di Lc 19,45-48, a cura di Stefano Corticelli SJ

spazio-sacro
Ph. by Justice Ejele on Pexels

La mia casa è piccola ma le sue finestre si aprono su un mondo infinito.

Confucio

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 19,45-48)

In quel tempo, Gesù, entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano, dicendo loro: «Sta scritto: “La mia casa sarà casa di preghiera”. Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».

Ogni giorno insegnava nel tempio. I capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo morire e così anche i capi del popolo; ma non sapevano che cosa fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue labbra nell’ascoltarlo.


Mi lascio ispirare

C’era una volta una casa un po’ particolare. In quella casa non valevano le regole abituali della società, del tipo “dai per ricevere”, “devi risultare simpatico”, “devi riuscire”. Tali regole erano sospese, in quella casa. Per questo veniva considerata come un luogo separato. Come lo è, per esempio, l’ambasciata di un Paese.

In quella casa andavano in tanti, con il desiderio di prendersi una pausa e stare con se stessi. In realtà, vi trovavano molto di più. Avvertivano la presenza del padrone di casa, da lui si sentivano invitati, attesi e accolti. In casa sua si scoprivano ricchi, non di soldi, ma di tanti altri beni, che volevano solo regalare, a tutti.

Quella casa aveva un difetto, si trovava in una città in rapida espansione. Per diversi anni era stata un edificio simile, per aspetto, agli altri, un edificio di un solo piano. Poi, però, intorno erano cresciuti i palazzi, e poi i grattacieli. Al confronto, sembrava una capanna. Alla gente della città parve uno spreco di terreno mantenerla in piedi. E la demolirono.
Che cosa faranno i tanti che si erano abituati a frequentare quel luogo sacro?

Stefano Corticelli SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Qual è il tuo spazio sacro? Come lo descriveresti?

Come ti senti, quando immagini di essere nel tuo spazio sacro?

In che modo custodisci il tuo spazio sacro?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

TAG | | |