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Prendi tu la Parola

commento di Lc 12,8-12, a cura di Caterina Bruno

Ph. by Kyle Johnson on Unsplash

Alcuni dicono che quando è detta la parola muore. Io dico invece che proprio quel giorno comincia a vivere.

Emily Dickinson, Silenzi

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 12,8-12)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.

Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato.

Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».


Mi lascio ispirare

Come si può negare di conoscere qualcuno che ci ha toccato profondamente il cuore? Penso a Pietro che per paura per tre volte ti ha rinnegato. Per tre volte ha detto “non lo conosco” e per tre volte poi si è sentito chiedere del suo amore, da uomo perdonato. Ti ha ri-conosciuto, in questa esperienza d’amore. Perché non basta essere amati, occorre conoscere di essere amati, e in questo solo lo Spirito Santo può aiutarci, con i suoi doni.

Fuori dal respiro in cui siamo immersi, da questa corrente d’amore tra Padre e Figlio che è lo Spirito, non può esserci vita. Per questo c’è un solo peccato senza assoluzione, è la libertà con cui ci si condanna da soli, chiudendo gli occhi all’amore, non riconoscendo di aver bisogno di perdono, non avendo fiducia che saremo perdonati, scegliendo di restare a distanza di sicurezza.

Pietro si è saputo amato, ed è cambiato tutto. Come lui possiamo avere paura nei momenti di prova, ma Gesù ci invita a non temere, ci dice che si cresce nel coraggio di dirsi la verità, anche quelle dolorose. Occorre decidersi a prendere la Parola. La Parola stessa ci illuminerà su cosa dire, l’amore ci suggerirà le parole necessarie alla vita. Così scopriamo di non essere soli nemmeno nei momenti peggiori.

In un sussurro lo Spirito ci insegna la libertà del cuore, ci libera da quella paura che è sempre paura di morire, di scegliere, e quindi di rinunciare a qualcosa, di vivere davvero. Ci fa agire in piena aderenza alla nostra verità più profonda: questa appartenenza. La testimonianza è vera se comunica amore, oltre le parole, con i fatti, nella nostra quotidianità, non altrove. Ri-conoscerti, Signore, ci liberi dalla paura, per amare come tu ci hai amati.

Caterina Bruno


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Che valore hanno le tue parole?

Cosa è vero per te?

Come si gioca la tua testimonianza nella quotidianità?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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