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Un destino di amore

commento di Gv 14,21-26, a cura di Lino Dan SJ

Photo by Natalie Pedigo on Unsplash

Chiama i ricordi col loro nome, volta la carta e finisce in gloria.

Fabrizio De André, Volta la carta

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Gv 14,21-26)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

Gli disse Giuda, non l’Iscariòta: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?».

Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.

Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».


Mi lascio ispirare

Non si corre il rischio di dimenticare. Lo Spirito Santo che verrà donato ai discepoli oltre a inviarli in missione ricorderà loro quanto il Signore ha voluto dire. Lo Spirito Santo che è stato dato a ciascun battezzato, a ciascuno di noi, ha proprio il compito di tenerci “al corrente” di quanto Gesù ha detto e dice anche a noi, oggi.

E quel che ha voluto lasciare ai discepoli, così come a noi, è un invito ad accogliere la sua parola, i suoi comandamenti, il suo stile di vita, proprio come segno di un amore ricambiato fra noi e lui. E attraverso di lui anche con il Padre. È un destino di amore che ci attende, un amore che sia incarnato in gesti che sanno di sequela, di scelte di vita che prendono sul serio i comandi del Signore. Proprio perché quei comandamenti che Gesù offre non sono altro che le parole stesse del Padre: quindi di nuovo si entra in quella circolarità fra amato e amante che caratterizza nel profondo la relazione Uomo-Dio.

Con queste parole Gesù vuole veramente aiutare i suoi discepoli a capire la bellezza della loro relazione con lui, e, attraverso il vangelo, aiutare a capire anche noi quanto bello e vivificante può essere la nostra scelta di vivere in pienezza i suoi comandamenti. Perché sono vita e amore condiviso con lui e il Padre.

Lino Dan SJ


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Cosa hai corso il rischio di dimenticare e invece hai ricordato nel Signore?

In quale luogo della tua vita ti senti chiamato ad accogliere la parola di Dio?

Quali gesti oggi possono raccontare la tua relazione d’amore col Padre?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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