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Vocazione di creatura

commento di Mc 3,13-19, a cura di Mounira Abdelhamid Serra

Ph. from Max Pixel

Ogni creatura rispecchia il Creatore.

Gottfried Wilhelm Leibniz

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mc 3,13-19)

In quel tempo, Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli – , perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni. Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè “figli del tuono”; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.


Mi lascio ispirare

Vocazione originaria dell’essere umano è stare alla presenza di Dio, stare con la parte più intima di sé stessi, quella che nutre tutto il resto.

Questo essere intimamente uniti comporta un viaggio di esplorazione e conoscenza per arrivare all’Altro; l’essere umano così è chiamato a manifestare con la parola una relazione di comunione profonda che lo identifica come creatura legata al suo creatore, una relazione che non lascia fuori nessuno e niente, ma che ci permette di attraversare tutto.

Ciò avviene rinunciando e scacciando quell’idea secondo cui non si è degni dello splendore della vita, quell’idea che divide l’animo e che si traduce in orgoglio, invidia, giudizio di condanna, menzogna, nascondimento, ira, vergogna, rifiuto, abbandono.
Dio ci chiama a sé per ricordarci chi siamo o farcelo scoprire.
Prestiamo orecchio, seguiamo la sua voce.

Mounira Abdelhamid Serra


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Che cosa urla il mio cuore oggi? Di cosa non mi sento degno?

Come mi sento immaginandomi alla presenza di un Dio che mi ama e mi unifica?

Quali divisioni voglio affidare oggi al Creatore?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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