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È bene non fare il male, ma è male non fare il bene.
Alberto Hurtado
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Mc 3,1-6)
In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo. Egli disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all’uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita. E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.
Mi lascio ispirare
Ci sono paralisi fisiche, evidenti, che impediscono il movimento, ma ci sono paralisi del cuore, spesso invisibili e inconsapevoli che bloccano la possibilità di vivere e amare.
L’uomo nella sinagoga ha una mano paralizzata, ma il cuore vivo, ama la vita e si affida con fede e fiducia a Gesù. Gesù lo invita a mettersi al centro per mettere al centro la vita, e così può venire guarito, può vivere in pienezza, libero da ogni paralisi.
I farisei hanno libertà di movimento, escono veloci dalla sinagoga, il loro corpo è libero di muoversi, ma hanno il cuore paralizzato, incapace di amare. Non riescono a riconoscere la vita, non riescono a fare il bene, anzi, il loro cuore inaridito li porta a volere e cercare la morte. Pian piano la paralisi del cuore, se non riconosciuta, porta alla paralisi della vita, a non riuscire più a riconoscere e fare il bene.
La parola di Dio abbia sempre la capacità di farci alzare, per rimettere al centro la vita e sciogliere il nostro cuore paralizzato.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
In quali situazioni sento il cuore paralizzato?
Che cosa mi fa sentire al centro delle attenzioni di Dio?
Quali paralisi il Signore ha guarito o vorrei che guarisse?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
19
Gennaio
2022
Sciogliere i cuori paralizzati
commento di Mc 3,1-6, a cura di Chiara Selvatici