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Fidarsi del cuore

commento di Mc 1,21-28, a cura di Ettore Di Micco

cuore
ph. pixelheart / 41 images on pixabay

Ascoltare è una cosa magnetica e speciale, una forza creativa. Gli amici che ci ascoltano sono quelli che avviciniamo. Essere ascoltati, ci fa aprire e espandere.

K. Manninger

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mc 1,21-28)

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafarnao,] insegnava. Ed erano stupìti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.

Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.

Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».

La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.


Mi lascio ispirare

Un insegnamento nuovo, cioè diverso da ciò a cui siamo abituati. Questo è il segno di Gesù. Tutti se ne accorgono, tutti notano la diversa modalità di Gesù rispetto a quella degli scribi.

Anche noi ce ne possiamo accorgere, se “ascoltiamo con il cuore” nel nostro quotidiano.

Il rischio, nella vita di tutti i giorni, è quello di lasciarsi spaventare dal diverso, dal nuovo. Tutti furono presi da timore davanti a tanta novità.

Quando l’insegnamento nuovo ci si presenta, il nostro cuore sa quel che abbiamo sentito. Allora bisogna solo fidarsi del cuore.

Ettore Di Micco


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quando una novità, una parola, un gesto, ti ha sorpreso?

Cosa hai sentito in quella sorpresa?

Che novità ha portato al tuo sguardo quest’esperienza?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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