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L’amore ha mosso ogni cosa

commento di Lc 1,39-45, a cura di Verena M.

Photo by Suhyeon Choi on Unsplash

E tu accogli la mia meraviglia di creatura, il mio tremito di stelo vivo nel cerchio degli orizzonti, piegato al vento limpido – della bellezza: e tu lascia ch’io guardi questi occhi che Dio ti ha dati, così densi di cielo – profondi come secoli di luce inabissati al di là delle vette –

Antonia Pozzi, 4 dicembre 1934

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Lc 1,39-45)

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.

Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.

Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».


Mi lascio ispirare

Ho creduto nell’adempimento di ciò che il Signore mi ha detto. Ho creduto in un Signore che mi scruta e conosce, che mi chiama per nome per restituirmi a me stessa. Ho creduto a parole d’amore che mi hanno riportata a me stessa quando ormai non ci credevo più.

Ma basta che un saluto arrivi alle mie orecchie per sussultare di gioia, dentro e fuori: dentro, perché nel cuore serbo insieme i ricordi e i desideri di questa storia d’amore di cui il Signore mi fa protagonista; fuori, perché l’amore si fa gioia piena, sussulta e mi muove – allora mi alzo e corro in fretta, perché ho tanto da raccontare.

Testimone e protagonista di una storia in cui l’amore ha mosso ogni cosa, mi muovo anch’io nell’amore, verso l’amore.

Verena M.


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

In quale occasione un saluto ti ha rialzato?

Quando ti sei sentito beato, perché hai creduto nell’adempimento di ciò che il Signore ti ha detto?

Quale vita, quale amore che ti porti dentro preme per uscire?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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