Ph. from Max Pixel -
Sancho ascoltami, ti prego, sono stato anch’io un realista,
ma ormai oggi me ne frego e, anche se ho una buona vista,
l’apparenza delle cose come vedi non m’inganna,
preferisco le sorprese di quest’anima tiranna.
Francesco Guccini, Don Chisciotte
Mi preparo
Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore
Entro nel testo (Gv 2,13-22)
Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà». Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Mi lascio ispirare
Solito giorno di culto, al Tempio; come sempre, i venditori garantiscono alle persone di ogni estrazione sociale di comprare un animale per il sacrificio, i cambiavalute si assicurano di non fare entrare nel santuario monete con effigi umane, per evitare profanazioni. Nessuno ha intenzione di insultare Dio, anzi: stanno semplicemente mettendo in pratica la legge.
Ma Gesù impazzisce. Non è difficile metterci nei panni dei poveri venditori e cambiamonete: è come quando noi proviamo a darci da fare e qualcuno, ignorando i nostri sforzi, ci fa notare solamente quello che non va, quello che abbiamo sbagliato o che potevamo far meglio. Come quando ascoltiamo quegli odiosi consigli che suonano come rimproveri, quelle parole del nostro accompagnatore spirituale o del Vangelo che non riusciamo a capire, che non ci vanno giù e ci infastidiscono.
Chissà se il giorno dopo i venditori e i cambiamonete sono tornati nel cortile del Tempio. Probabilmente sì, avranno ignorato i rimproveri di Gesù come si ignorano i deliri di un folle. È la strada più semplice, squalificare l’altro: appena ci fanno notare qualcosa che non va o potremmo fare diversamente, d’istinto difendiamo la nostra posizione e attacchiamo quella dell’altro. Ci piacciono solo gli amici che ci riempiono di conferme, le interpretazioni (del Vangelo, del mondo attorno a noi) che ci permettono di restare comodi nei nostri comportamenti e nelle nostre idee…
Signore, tu che sei eterna sorpresa ed eterna novità, apri le finestre dei nostri cuori che puzzano di chiuso. Insegnaci ancora e ancora che solo in quella parola che ci turba ci dai un’occasione di crescita; che solo nello sforzo di abbattere e ricostruire ogni giorno tutti i nostri schemi a partire dal Vangelo e dal confronto con la realtà possiamo rimanere davvero vivi.
Immagino
Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.
Rifletto sulle domande
Come la prendo quando qualcosa o qualcuno mi destabilizza?
Quando ho sentito che proprio nello sbilanciamento o nell’umiliazione il Signore mi portava a una vita più piena?
Quale realtà o quale parola oggi mi aiuta a mettermi in discussione?
Ringrazio
Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.
9
Novembre
2021
Far cambiare l’aria
commento di Gv 2,13-22, a cura di Harambet