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La potenza del suo amore

commento di Gv 6,37-40, a cura di Gloria Ruvolo

Photo by Maksym Kaharlytskyi on Unsplash

Nessuno è felice come chi sa di essere amato

Alda Merini

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Gv 6,37-40)

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell'ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno».


Mi lascio ispirare

Sono stata mandata. Sono un regalo che il Padre ha fatto al Figlio, e il Figlio mi ha accettato, mi ha accolto, non mi ha cacciato. Ho visto il Figlio e da allora non posso vivere la mia vita senza confrontarmi con il suo amore.

Il suo amore mi disarma, la sua lotta per non perdermi mi commuove. Lo ostacolano tutti, il mondo intero lo vuole fermare, io stesso scivolo dalla sua presa e mi ribello, ostile a compiere una volontà non mia. Ma lui ritorna, resuscita il mio cuore apatico e mi riporta verso la vera Via, la vera Vita: ed è per questo che credo in lui, che credo nella potenza del suo amore.

Come tutte le pecorelle smarrite, sono al sicuro solo quando mi ritrova.

Gloria Ruvolo


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Cosa sento quando penso di essere un dono del Padre al Figlio?

In quale ambito della mia vita mi sento smarrito/a?

Cosa provo quando sento l’amore di Gesù per me?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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