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Continuamente scoprirlo

commento di Mt 11,20-24, a cura di Domenico Pugliese

Photo by Serhat Beyazkaya on Unsplash

Tre passi verso le stelle, fino a toccarle, tre passi per avvicinarle.

Chiara Galiazzo e Fiorella Mannoia, Mille passi

Mi preparo

Chiudo gli occhi,
mi concentro sul momento presente,
libero la mente da preoccupazioni e pensieri,
esprimo interiormente il mio desiderio di stare alla presenza del Signore


Entro nel testo (Mt 11,20-24)

In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.

E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».


Mi lascio ispirare

Le parole di Gesù sono rivolte a quelle città nelle quali ha compiuto prodigi.

Le città di Corazìn e Betsàida ostentano sicurezza e una salvezza assicurata. Gli inviti alla conversione di Gesù probabilmente hanno suscitato un iniziale stupore ma non hanno generato un’autentica conversione.

Le parole di Gesù sono rivolte anche a noi, per tutte quelle volte che ci sentiamo certi della nostra salvezza, pieni delle nostre conquiste. L’invito che risuona nelle parole di Gesù è invece quello di rimettersi in cammino per ritornare a Dio, che vuol dire continuamente scoprirlo.

Non dobbiamo pensare che queste parole non riguardino noi, noi che a volte guardiamo gli altri dall’alto verso il basso convinti di essere, se non migliori, almeno non peggiori di coloro che non credono o non la pensano come noi.

Oggi può essere il tempo giusto per prenderci qualche minuto per riflettere nella nostra preghiera sul come queste parole di Gesù possano riguardare la nostra vita e volgere il nostro sguardo a lui per riprendere così il cammino con lui.

Domenico Pugliese


Immagino

Provo a visualizzare la scena, il luogo in cui avviene, i personaggi principali, le parole che si scambiano, il tono delle voci, i gesti. E lascio affiorare il mio sentire, senza censure, senza giudizi.


Rifletto sulle domande

Quale “conquista” mi tiene fermo e mi toglie vita?

Cosa mi impedisce di camminare?

Dove mi invita ad andare, oggi, il Signore?


Ringrazio

Come un amico fa con un amico, parlo con il Signore su ciò che sto ricevendo da lui oggi...
Recito un "Padre nostro" per congedarmi e uscire dalla preghiera.

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